Arte contemporanea

L'icona Barbie in mostra a Palazzo Albergati di Bologna

aIl suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, ma per tutti è solo Barbie. Barbie è un’icona globale, che in 57 anni di vita è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica. Per questo motivo la sua figura attrae sempre più l’attenzione come fenomeno culturale e sociologico e per questo è celebrata nelle più importanti sedi museali del mondo.
Dal 18 maggio e fino al 2 ottobre 2016 Palazzo Albergati a Bologna ospita una delle più ampie retrospettive dedicate a Barbie – con oltre 500 pezzi esposti - contemporaneamente al Louvre di Parigi e al Vittoriano di Roma.
Arthemisia Group conferma ancora una volta la propria fiducia nella città di Bologna, ampliando ulteriormente la già ricchissima offerta culturale: oltre alla mostra dedicata all’Egitto al Museo Archeologico, quella dedicata ad Edward Hopper e quella sulla Street Art, Arthemisia propone un progetto destinato ad un target diverso, quello delle famiglie, dei bambini, delle persone non necessariamente interessate solo all’arte e che non frequentano abitualmente i Musei.

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Edward Hopper, un grande della pittura del Novecento in mostra a Bologna

aC’è chi lo ritiene un narratore di storie e chi, al contrario, l’unico che ha saputo fermare l’attimo di un panorama, come di una persona. È stato lo stesso Edward Hopper (1882-1967), uomo schivo e taciturno, amante degli orizzonti di mare e della luce chiara del suo grande studio, a chiarire la sua poetica: “Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere”. La mostra che apre dal 25 marzo al 24 luglio 2016 a Palazzo Fava - Palazzo delle Esposizioni di Bologna, prodotta e organizzata da Arthemisia Group, unitamente a Fondazione Carisbo e Genus Bononiae. Musei nella Città e con il Comune di Bologna e il Whitney Museum of American Art di New York, dà conto dell’intero arco temporale della produzione di Edward Hopper, dagli acquerelli parigini ai paesaggi e scorci cittadini degli anni ‘50 e ‘60, attraverso circa 60 opere tra cui celebri capolavori South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960), New York Interior (1921), Le Bistro or The Wine Shop (1909), Summer Interior (1909), interessantissimi studi (come lo studio per Girlie Show del 1941) che celebrano la mano di Hopper, superbo disegnatore: un percorso che attraversa la sua produzione e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento. Prestito eccezionale è il grande quadro intitolato Soir Bleu, simbolo della solitudine e dell’alienazione umana, opera realizzata da Hopper nel 1914 a Parigi.

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Aperta a Ferrara la mostra su de Chirico, la metafisica e le avanguardie

dA cento anni dalla loro creazione tornano a Ferrara i rari capolavori metafisici che Giorgio de Chirico dipinse nella città estense tra il 1915 e il 1918. La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica e curata da Paolo Baldacci e Gerd Roos celebra questa importante stagione dell’arte italiana e documenta la profonda influenza che queste opere ebbero su Carlo Carrà e Giorgio Morandi, e poco dopo sulle avanguardie europee del dadaismo, del surrealismo e della Nuova oggettività.
Quando l’Italia entra nella prima guerra mondiale, de Chirico e suo fratello Alberto Savinio lasciano Parigi per arruolarsi e alla fine di giugno del 1915 vengono assegnati al 27° reggimento di fanteria di Ferrara. Il soggiorno nella città emiliana determina cambiamenti profondi, tanto nella pittura di Giorgio e nei temi ispiratori dei suoi quadri quanto nelle creazioni di Alberto, che a Ferrara abbandona decisamente la musica per dedicarsi solo alla scrittura.

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Le opere dello scultore Fausto Melotti in mostra al Museo di Monaco

mIl Nouveau Musée National de Monaco (NMNM) presenta FAUSTO MELOTTI, una mostra dedicata alla polimorfa e sfaccettata produzione di uno dei più importanti artisti italiani attivi tra le due guerre e nel secondo dopoguerra. Aperta da pochi giorni e visibile fino al 17 gennaio 2016, la mostra è curata da Eva Fabbris Cristiano Raimondi.  In mostra sono esposte una ventina di sculture in metallo e più di settanta opere in ceramica. Dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica nel 1924, Melotti prosegue i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1928 e il 1929, sotto la direzione dello scultore Adolfo Wildt e di Lucio Fontana, con il quale in seguito stringerà un forte legame di amicizia. La ricerca dei curatori della mostra inizia dall’osservazione del rapporto cruciale tra Melotti e la rivista DOMUS, fondata nel 1928 da Gio Ponti. Partendo da questo focus la mostra si concentra in particolare sulle opere le cui fotografie sono state pubblicate su Domus tra il 1948 e il 1968 a illustrazione di articoli dedicati all’artista o di scritti firmati dallo stesso Melotti.

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Vittorio Sgarbi presenta sul Garda 'La parola alla Pittura' dell'artista Renzo Biasion

bIl Comune di Torri del Benaco (Vr) dedica una mostra antologica a Renzo Biasion, pittore, scrittore e giornalista che qui ha vissuto e lavorato per molti anni. La retrospettiva - inaugurata la sera di venerdì 5 giugno da Vittorio Sgarbi che ha scritto per l’occasione un pezzo critico sul pittore veneto - presenta una quarantina di dipinti a olio realizzati dall’artista dagli anni Quaranta agli anni Ottanta: interni, notti, paesaggi del lago e non, periferie. “Il Comune di Torri del Benaco gli dedica quest’omaggio nel centenario della sua nascita - sottolinea il ViceSindaco e assessore alla cultura Donatella Bertelli - perché egli ha lavorato molto sul Garda, lo ha fatto conoscere attraverso i suoi quadri ed i suoi scritti su vari quotidiani. In molti elzeviri in terza pagina de L’Arena e del Resto del Carlino amava descrivere luoghi e personaggi caratteristici di Torri e del lago, con le perle che il Garda sapeva offrire ad un turismo colto, internazionale”. 

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