All’origine del Made in Italy. Pittura, Popart, lusso e il sacro nell’età dell’Umanesimo

a

Domenica 13 Dicembre, alle ore 17:00, la città di Bologna apre le porte della Sala del Baraccano dedicata al professor Marco Biagi, in occasione dell’evento chiamato “All’ origine del Made in Italy”. Pittura, Pop art, lusso e il sacro nell’età dell’Umanesimo. Una rappresentazione breve e ritmata, che sotto l’egida di Ilaria Giorgetti, presidente del quartiere Santo Stefano, rientra nel ciclo dei “Libri Parlanti” dell’omonimo quartiere bolognese e si dispiega in onore dell’arte, della storia, della moda, attraverso le note musicali di Willy Amadori.

Dieci immagini, 70 x 40 cm, come rappresentazione pittorica delle più belle dell’Umanesimo italiano, dal Medioevo al Rinascimento, vengono presentate in forma Pop art. Di queste, sei Annunciazioni, oltre all’affresco che vive dal ‘400 nella Sala delle Putte, per raccontare e far vivere l’atmosfera delle Corti italiane di Firenze, Milano, Mantova, Ferrara, Venezia, Urbino, Roma, oltre alla vita degli artisti e dei loro mecenati. Il potere delle signorie, l’influenza papale, l’evolversi del gusto e l’origine del lusso dal ‘400 ad oggi hanno consentito che le firme delle botteghe del Verrocchio, Leonardo, Botticelli, Piero della Francesca, Simone Martini, ed altri dessero il via al fenomeno del “Made in Italy”.

aAncora oggi, dopo 600 anni, le firme di allora sono diventate, sempre nel lusso, attraverso l’abbigliamento femminile, il filo d’oro, il battiloro, i gioielli e le acconciature, i vetri di Murano e gli accessori, gli abiti maschili, le armi da parata e da guerra e i giochi e i fuochi di Leonardo, ciò che viene definito nel mondo, il non plus ultra del lusso. Se oggi Prada, Versace, Bulgari, Armani, Fendi ed i più famosi gioiellieri e parrucchieri fanno gola alle donne del mondo è per merito di quanto da Firenze, per primo, Lorenzo il Magnifico ha lanciato. Tuttavia, Giulio Biasion con Edihouse ci racconta che non basta perché tutto ciò va ben comunicato, per l'appunto, tramite la medesima casa editrice, le 400 locandine nei negozi di Bologna e gli inviti per un’ora di spettacolo frizzante gestito da 5 giovani donne, colte e attrici.

aChe poi il violino e l’arpa di Willy Amadori siano l’intermezzo musicale, fra i testi che le nostre attrici narreranno su quattro delle più famose Annunciazioni del mondo, con un po’ di sacro in mezzo a tanto “laico”, questo è un semplice gioco per attirare la curiosità e le presenze dei frequentatori delle mostre, dei negozi, del gossip e dello shopping di Bologna e d’Italia in generale. Quest’ idea, che il noto marketing manager Massimo Deyla ha portato avanti dialogando con la mecenate Ilaria Giorgetti e la gentile Brunella, responsabile della cultura del quartiere, è la chiusura degli eventi dell’anno 2015. Si conclude affermando che tutto ciò si configura come la sceneggiatura appositamente creata per rimembrare come 450 anni fa, l’Annunciazione del Baraccano nella Cappella delle Putte venisse dipinta su ispirazione botticelliana. In un’ ora e un quarto d’intrattenimento, il pubblico potrà esprimere il suo parere e dibattere con grande libertà.

Info: www.comune.bologna.it/quartieresantostefano

 

 

 

 

Leggi online le news sul web: con un click sei nel mondo dell'Ospitalità! 

a

 

 s

 

 

ok

 

 

 

 

 

 

cs

 

c

 

 

Joomla templates by Joomlashine