Arte-Cultura

All’origine del Made in Italy. Pittura, Popart, lusso e il sacro nell’età dell’Umanesimo

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Domenica 13 Dicembre, alle ore 17:00, la città di Bologna apre le porte della Sala del Baraccano dedicata al professor Marco Biagi, in occasione dell’evento chiamato “All’ origine del Made in Italy”. Pittura, Pop art, lusso e il sacro nell’età dell’Umanesimo. Una rappresentazione breve e ritmata, che sotto l’egida di Ilaria Giorgetti, presidente del quartiere Santo Stefano, rientra nel ciclo dei “Libri Parlanti” dell’omonimo quartiere bolognese e si dispiega in onore dell’arte, della storia, della moda, attraverso le note musicali di Willy Amadori.

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Inaugurato il nuovo MAGI900, una passeggiata nell’arte dal ‘900 ad oggi

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Il 28 novembre ha inaugurato a Pieve di Cento (Bologna) il nuovo MAGI900. Oltre seicento persone, per tutto il pomeriggio e fino a sera, hanno visitato i nuovi spazi del museo e la collezione d’arte del MAGI900, migliaia di opere allestite su una superficie espositiva di oltre novemila metri quadrati. Alla cerimonia ufficiale, insieme a Giulio Bargellini, fondatore del museo, sono intervenuti Patrizio Bianchi, assessore della Regione dell’Emilia-Romagna, gli storici dell’arte Luciano Caramel e Claudio Spadoni, la curatrice scientifica del MAGI900, Valeria Tassinari, e il sindaco di Pieve di Cento Sergio Maccagnani. Tra i presenti numerosi artisti, storici e critici d’arte, giornalisti, esponenti del mondo dell’impresa e tantissimi visitatori.

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Una grande retrospettiva di Hayez alle Gallerie d’Italia a Milano

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È Milano a celebrare, alla Galleria d'Italia-Piazza Scala, dal 7 novembre al 21 febbraio, le opere di Francesco Hayez. Fernando Mazzocca, curatore della mostra, omaggia l'artista cosi: "Hayez è morto a 91 anni, ha attraversato praticamente un secolo di pittura, ha assistito a molti cambiamenti del gusto, senza mai cedere nell'impareggiabile stile, bensì affinando ispirazione e tecnica e cimentandosi nei più diversi generi sempre con grande successo. Il suo era un linguaggio in cui l'Italia poteva riconoscersi e lo fece consacrandolo da subito il cantore della bellezza, dell'amore e dei valori risorgimentali, di sentimenti comunque universali, di cui la sua opera intera è indissolubilmente intrisa". Una vita, la sua, che albeggia a Venezia, nell'anno 1791. Un cammino, dai toni forti ed aspri della povertà. Una formazione professionale iniziata all'accademia di Venezia ed il perfezionamento, voluto, necessario, a Roma, sotto l'ala di Antonio Canova120, il numero delle opere in mostra: presenti, trionfanti sulla scena, i capolavori che fecero di lui, unitamente a Giuseppe Verdi ed Alessandro Manzoni, il cantore dei valori risorgimentali e l’inventore di un linguaggio in cui l’Italia intera poté riconoscersi ben prima che l’unità politica si compisse.

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Aperta a Ferrara la mostra su de Chirico, la metafisica e le avanguardie

dA cento anni dalla loro creazione tornano a Ferrara i rari capolavori metafisici che Giorgio de Chirico dipinse nella città estense tra il 1915 e il 1918. La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica e curata da Paolo Baldacci e Gerd Roos celebra questa importante stagione dell’arte italiana e documenta la profonda influenza che queste opere ebbero su Carlo Carrà e Giorgio Morandi, e poco dopo sulle avanguardie europee del dadaismo, del surrealismo e della Nuova oggettività.
Quando l’Italia entra nella prima guerra mondiale, de Chirico e suo fratello Alberto Savinio lasciano Parigi per arruolarsi e alla fine di giugno del 1915 vengono assegnati al 27° reggimento di fanteria di Ferrara. Il soggiorno nella città emiliana determina cambiamenti profondi, tanto nella pittura di Giorgio e nei temi ispiratori dei suoi quadri quanto nelle creazioni di Alberto, che a Ferrara abbandona decisamente la musica per dedicarsi solo alla scrittura.

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Brueghel: capolavori d’arte fiamminga a Palazzo Albergati

vDopo l’affermato e importante successo della prima mostra dedicata al genio olandese Escher, nelle sale di Palazzo Albergati Arthemisia Group prosegue il suo lavoro con un nuovo progetto all’insegna dell’arte, questa volta fiamminga: la mostra Brueghel ripercorrere la storia, lungo un orizzonte temporale, familiare e pittorico di oltre 150 anni portando a Bologna i capolavori di un’intera dinastia di eccezionale talento attiva tra il XVI e il XVII secolo. Brueghel, nome di una famiglia diventata nei secoli passati marchio di eccellenza nell’arte pittorica, comprendeva la più importante congrega di artisti fiamminghi a cavallo tra il XVI e XVII secolo interpreti dello splendore del Seicento. La stirpe dei Brueghel, che ha meravigliato il mondo con dipinti giunti fino a noi grazie alla preziosità di questi manufatti nota fin dal Seicento, è in mostra a Palazzo Albergati con opere di Pieter Brughel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Abraham Brueghel, Ambrosious Brueghel, in un’esposizione che analizza la rivoluzione realista sulla pittura europea nata dal genio della famiglia Brueghel, che ha influenzato, attraverso lo sguardo degli stessi inventori, i grandi temi della storia dell’arte occidentale.

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