Turismo accessibile: lo spot di Diritti Diretti contro la tristezza

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Siamo abituati ad essere sommersi dalla malinconia e dalla rabbia quando si parla di accessibilità, ma anche da parole come solidarietà, emotività, ammirazione, obbligo di legge ecc. Troppo spesso si dimentica la bellezza dell’essere liberi e accolti dal mondo circostante, qualsiasi sia il periodo o la condizione che la vita ci sta proponendo.

È questo il senso del video "Quanto ci piacciono i sorrisi!" targato Diritti Diretti (www.dirittidiretti.it): onlus che, dal 2008, propone attività che evidenziano come l'accessibilità renda un territorio sicuro, confortevole e attraente per tutti, avendo anche un buon ritorno economico nelle varie tipologie di turismo: culturale, enogastronomico, sportivo, congressuale, balneare, montano, termale, scolastico, religioso ecc.

Si parte dal sorriso di 10 persone: Angela, Carlo, Paola, Antonella, Fernando, Silvia, Marco, Sabina, Luisella, Sophia e i loro volti gioiosi sono proposti allo spettatore senza rivelargli il perché di quest'allegria. Soltanto dopo 28 secondi, infatti, si afferra il perché essi sorridano: Angela usa una carrozzina e può entrare in un bar senza ostacoli; Carlo è cieco e può godersi le opere del museo senza limiti; Paola può visitare una mostra con gli amici, anche se usa le stampelle; Antonella può andare a fare shopping, anche se la sua bambina usa ancora il passeggino; Fernando può viaggiare col bus liberamente sulla sua sedia a rotelle; Silvia è sorda e può godersi una visita al museo; Marco può portare grossi trolley quando viaggia; Sabina può gustare cibi e bevande assieme a tutti i suoi amici, grazie a ristoranti capaci di accogliere ogni persona con particolari scelte, allergie o intolleranze alimentari; Luisella può, alla sua non più giovane età, spingere pesanti carrelli quando va a fare la spesa da sola e ancora Sophia può giocare all'aria aperta assieme ai suoi amici, grazie al parco gioco inclusivo.

Oltre che promuovere la mission dell’associazione, l'obiettivo è trasformare la curiosità iniziale in interesse, passione e partecipazione al fine di avvicinare il cosiddetto “turista medio” alla cultura dell'accessibilità. Troppi non sanno di aver bisogno di particolari prodotti, strutture, programmi e servizi malgrado il turismo accessibile riguardi anche loro perché, magari, hanno bambini nei passeggini, persone con allergie o intolleranze alimentari in famiglia, genitori anziani, grossi trolley quando viaggiano, pesanti carrelli da spingere quando vanno a fare la spesa ecc. Un ulteriore obiettivo è anche mostrare a manager pubblici e privati come l'accessibilità possa migliorare un territorio e la sua offerta turistico - culturale (pubblica e privata), con notevoli progressi sulla vivibilità delle persone che lo visitano/abitano oltre che sui profitti per il mondo delle imprese.

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