Ecco l’identikit del turista italiano. Il 68,7% andrà in vacanza quest’estate

aAnalizzando i dati nello specifico, a questa indagine a cura di ADOC hanno partecipato 556 persone al sondaggio online (attivo per oltre 3 settimane). Il 53,2% di questi ha un’età compresa tra i 25 e i 40 anni, il 19,4% ha tra i 40 e i 60 anni, il 15,8% tra i 18 e i 25 anni mentre il restante 11,7% ha dichiarato un’età superiore ai 60 anni. Per quanto riguarda il dato occupazionale, tra i partecipanti al sondaggio è emerso che la maggiore percentuale (28,1%) è un dipendente privato, il 19,5% un lavoratore autonomo, il 17,6% un dipendente pubblico, il 13,1% è uno studente, l’11,3% un pensionato mentre il restante 10% si è dichiarato  disoccupato.

Da quanto emerge dall’indagine, il 68,7% ha dichiarato di andare in vacanza quest’estate, a fronte di un 31,3% che non ha intenzione o possibilità di partire. Le motivazioni per la mancata partenza sono prettamente economiche (nell’81,2% dei casi) legate a risorse finanziarie insufficienti per permettersi una vacanza, mentre l’11,6% dei non partenti ha scelto di andare in vacanza in un’altra stagione, approfittando di prezzi inferiori rispetto all’estate. Il 4,3% non parte per impedimenti legati al lavoro (es. ferie non maturate) mentre il 2,9% ha dichiarato di essere già andato in vacanza.

aUn dato interessante è relativo all’analisi dei partenti in base alla categoria lavorativa. Tra i disoccupati a non partire è il 60%, tra i pensionati a rimanere a casa è il 48% mentre più di uno studente su tre (34%) non andrà in vacanza. Se per queste tre categorie la difficoltà ad andare in vacanza è facilmente riconducibile ad una crisi reddituale e occupazionale, a colpire è il dato relativo al lavoro autonomo: poco meno di un lavoratore autonomo su tre (27,9%), difatti, non andrà in vacanza, a fronte del 19% dei dipendenti privati e del 15% dei dipendenti pubblici. E’ il segno che il c.d. “popolo delle partite IVA” continua a subire, più degli altri, le conseguenze della crisi economica.C’è un altro dato interessante, che certifica le difficoltà economiche di chi non parte. Il fatto di non andare in vacanza questa estate non è un caso isolato, ma è una costante per il 77,5%, che dichiarano che questa NON è la prima estate senza vacanze. Chi non disponeva in passato di risorse economiche sufficienti non ha cambiato il suo status: uscire dalla crisi è molto complesso e questo dato lo testimonia.

ITALIA O ESTERO?a

Tra i partenti, è l’Italia ad essere la regina della preferenze, dato che il 68,1% opta per rimanere nel Bel Paese, contro il 31,9% che ha deciso di trascorrere  le  sue  vacanze  all’estero.

Per quanto riguarda le vacanze all’estero, l’Europa del Sud e Mediterranea (es. Spagna, Grecia, Portogallo, Croazia) è la meta preferita dal 29,4% dei partenti, seguita dalla  Scandinavia,  che  raccoglie  il  21,6%  dell’interesse.  Rimanendo  in  Europa,  i Paesi dell’Est conquistano il 15,7% delle preferenze, mentre i Paesi mitteleuropei il 13,7%. Oltre oceano spicca la preferenza per il Nord America (11,8%) e il Sud America  (5,9%).

In Italia il podio è così suddiviso: Sicilia al primo posto con il 19,4% delle preferenze, seguita da Puglia (13%) e Trentino Alto-Adige (12%). Buone performance anche per il Lazio (10,2%), Calabria e Toscana (entrambe 8,3%), Sardegna e Umbria (7,4%). Più staccate le altre regioni, con il fanalino di coda Lombardia (1,9%).

aIn merito alla TIPOLOGIA DI META PRESCELTA, le località balneari hanno ottenuto il 65% delle preferenze, seguite dalle città d’arte (33,1%). Più staccate le località montane (22,9%) e quelle di campagna/collina (20,4%).

Relativamente, invece, alla TIPOLOGIA DI VACANZA, le preferenze maggiori vanno per la vacanza a base di avventura e immersione nella natura (42,3%), seguita dalla vacanza ideale per le famiglie (39,1%). Una vacanza centrata sul relax e sul benessere conquista il 35,3% delle preferenze, mentre la vacanza culturale il 34% delle scelte. In ultimo troviamo la vacanza improntata principalmente al divertimento, con il 27,6% delle scelte, appannaggio in particolare dei turisti della fascia d’età 18-25.

In merito al periodo di viaggio, la consuetudine vuole che agosto sia il mese estivo preferito per le partenze, con il picco di partenze nel periodo che va dal 1° al 15 agosto (50%), seguito dal periodo immediatamente successivo, che va da Ferragosto alla fine    del mese (38%). Il terzo periodo preferito rimane la seconda metà di luglio (21,5% delle scelte), ma è importante notare come la coda dell’estate, ovvero la prima metà di settembre abbia raccolto un dignitoso 15,2% di preferenze. E' una scelta legata ad esigenze economiche, in questo periodo inizia la bassa stagione, con prezzi più abbordabili.

IN FAMIGLIA O IN COMPAGNIA? PERNOTTO, TRASPORTI Ecc.

Come viaggia il turista italiano? Il 33% degli intervistati si muove con la famiglia (da 1 a    3 figli, così suddivisi: con 1 figlio il 18,4% dei partenti, con 2 figli l’11,4%, con 3 figli solo il 3,2%) mentre il 34% viaggia in coppia, ovviamente senza figli. Il 15,8% viaggia in un gruppo di amici di 3 o più persone, mentre il 5,1% opta per il “gruppone” di 10 o più persone. Ma è interessante evidenziare che l’8,9% dei partenti opta per la vacanza “in solitaria”, un nuovo modo di viaggiare legato soprattutto all’home-sharing e al campeggio.

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Relativamente al PERNOTTO, la media di notti fuori di casa è pari a 9,5. Analiticamente, il 33,8% dei turisti rimarrà fuori casa tra le 5 e le 10 notti, il 22,9% tra le 3 e le 5 notti mentre il 19,7% dormirà fuori tra le 10 e le 15 notti. Un dato che va letto anche alla luce del fatto che il 18,5% dei partenti soggiornerà presso una seconda casa, allungando de facto il numero di notti in vacanza. Va comunque rilevato che solo il 3,8% dormirà fuori più di 1 mese, mentre il 15,3% starà fuori più di due settimane. Solo il 4,5%, invece, opterà per un pernotto di durata inferiore alle 3 notti. Per quanto riguarda il lato economico, il BUDGET medio  a  disposizione  è  pari  a  1.181 euro. Nello specifico, il 30,4% dei partenti ha un budget tra i 1.000 e i 2.000 euro, mentre il 26,6% ha a disposizione una somma tra i 500 e i 1.000 euro. Tra i 300 e i 500 euro è ilbudget per il 22,8% dei partenti, mentre il 10,8% può spendere tra i 2.000 e i 5.000 euro. Poco meno del 9% ha a disposizione una cifra inferiore ai 300 euro mentre solamente un fortunato 0,6% dispone di un budget superiore a 5.000 euro.

In merito alla STRUTTURE RICETTIVE, a fare la parte del leone è la soluzione dell’appartamento (scelta nel 30,6% dei casi), seguita dagli hotel fino a 3 stelle, che incontrano il 21,7% delle preferenze. Incontra un ottimo gradimento il Bed&Breakfast (19,1% di scelte), una soluzione economica ma confortevole. Anche il campeggio (15,3%) e l’home-sharing (12,1%) come Airbnb hanno un buon appeal sugli italiani, come anche l’agriturismo (12,1%). Perde posizioni il villaggio turistico, che riceve solo l’8,3% delle preferenze mentre era preventivabile che la soluzione più lussuosa, l’hotel con più di 4 stelle, incontri le scelte di solo il 7% degli italiani. Emerge quindi la ricerca di sistemazioni economiche ma con intelligenza, un minimo confortevoli e che offrano soluzioni qualitativamente accettabili. Le strutture ricettive siano la voce dove più risparmiano i consumatori italiani.

Sul MEZZO DI TRASPORTO utilizzato per andare e muoversi in vacanza, fa la voce grossa l’auto di proprietà, utilizzata dal 52,9% dei partenti, soprattutto per chi le vacanze le trascorre in Italia. Il secondo mezzo preferito è l’aereo, con il 30,6% delle preferenze, scelta quasi ineludibile in caso di vacanza all’estero. Seguono il treno (14,6%), l’auto a noleggio (12,7%) e la nave (8,3%). Più staccata ma non meno interessante è la scelta di chi in vacanza ci va con il camper (3,8%). Un modo alternativo e, probabilmente, più economico e autonomo, di trascorrere le proprie vacanze.

aA livello di ORGANIZZAZIONE DELLA VACANZA, rileviamo come l’acquisto e la prenotazione di tutte le principali voci di spesa (pernotto e trasporti) avvenga prevalentemente online, dato che ben il 39,5% dei partenti utilizzerà Internet per programmare le vacanze. Il 27,4% sceglierà invece di prenotare contattando direttamente la struttura o la compagnia di trasporto, mentre solo l’8,9% dei partenti si rivolgerà alle agenzie di viaggio, un tempo molto più utilizzate. Quest’ultima è una scelta, a quanto risulta dall’indagine, legata principalmente ai viaggi all’estero e ai viaggi organizzati nei villaggi turistici. E’ interessante notare che ben il 22,9% dei partenti non effettuerà nessuna prenotazione: è una scelta dovuta al fatto che la vacanza è principalmente impostata sulla seconda casa. Rispetto al passato, c’è una forte contrazione delle prenotazioni last-minute, solo il 26,6% sceglierà questa soluzione, mentre il pagamento delle vacanze a rate è una scelta effettuata da solo il 12,7% dei partenti, e nel 90% dei casi per viaggi molto costosi oltre oceano, dal Nord America all’Australia. Ma gli italiani tendono comunque a stare molto attenti alle voci di spesa. Il 50,3% del risparmio è concentrato, come detto, sulle strutture ricettive, mentre il 26,6% tenderà a risparmiare in loco, sulle attività extra tra cui la ristorazione. Il restante 22,4% proverà a risparmiare sui trasporti, approfittando di offerte o prenotando con  largo anticipo.

 LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DEL TURISMO

Dopo aver delineato l’identikit del turista italiano, abbiamo chiesto ai consumatori di valutare, in una scala da 1 a 10, la qualità di quattro voci del sistema turistico italiano: lestrutture ricettive, l’offerta turistica (es. mostre, eventi), il mantenimento e la gestione delle bellezze naturali (es. spiagge, parchi) e i mezzi di trasporto. Solo le strutture ricettive sono riuscite a strappare la sufficienza (voto medio 6,1) e ad essere considerate abbastanza eque nei prezzi (per il 48,1% degli intervistati, mentre per il 44,9% i prezzi richiesti da hotel e simili sono poco equi). Relativamente alla qualità dell’offerta turistica in Italia, il voto medio dato dagli italiani è stato 5,8, avvicinandosi alla sufficienza. Male invece la valutazione per la qualità della gestione delle bellezze naturali (voto medio 4,7) e dei mezzi di trasporto e collegamento con le località turistiche (voto medio 4,6). Per il trasporto, poco meno del 60% degli intervistati ha giudicato “poco” equi i prezzi richiesti dalle compagnie di trasporti paragonati al servizio offerto. Per i consumatori italiani il Paese potrebbe offrire molto di più, soprattutto in termini naturalistici ma servono investimenti nello sviluppo e nella corretta amministrazione delle infrastrutture turistiche, sia relative ai trasporti che alla tutela del paesaggio e dell’ambiente.

 PROBLEMI IN VACANZA E DIRITTI DEL TURISTA

Casa chiusa, valige pronte, si parte! Ma una volta in vacanza, quali sono le preoccupazioni maggiori per i turisti italiani? La principale fonte di paure è legata alle strutture ricettive (es. costi extra, alloggio difforme, pessime condizioni della struttura), che raggiunge il 55,7% delle preferenze. Seguono eventuali problemi con i mezzi di trasporto (es. ritardi, cancellazioni, smarrimento bagagli) con il 36,2% delle indicazioni, i problemi con attività ed esercizi locali (es. costi eccessivi, truffe) con il 30,2%, i furti in casa durante le vacanze (una paura che raccoglie il 21,5% delle preferenze), furti e aggressioni in vacanza (14,8%) e danni a persone/cose (10,7%).a

Queste sono le principali e più importanti paure per gli italiani in vacanza, dettate non solo dalla prospettiva di avere dei problemi una volta lontani da casa, ma di rivivere esperienze già accadute in passato. Infatti, questi problemi si sono concretizzati in precedenti vacanze per il 49,4% degli intervistati.Di questi, i problemi che si sono verificati più spesso riguardano proprio quelli con le strutture ricettive (nel 48,7% dei casi), seguiti da quelli con i mezzi di trasporto (33,3%) e da quelli con attività ed esercizi locali (25,6%). In quarta  posizione  i  furti  in  casa  durante    le vacanze (12,8% dei casi). Avere dei problemi in vacanza spesso significa non risolverli e vedersi costretti ad accettare il danno subito. Il 37,3% degli intervistati ha affermato che, in caso di problemi avuti in vacanza, questi non si sono assolutamente risolti. Mentre nel 40,3% dei casi i problemi hanno avuto una loro soluzione direttamente in loco, a fronte di un 20,8% di casi in cui i problemi si sono sì risolti, ma solo dopo una denuncia dell’accaduto una volta tornati a casa.Quindi, problemi risolti in oltre il 60% dei casi. Una percentuale, ad avviso dell’Adoc, ancora troppo bassa e che indica come ci siano ancora oggi lacune di diritto e tutela dei viaggiatori che devono essere colmate. Ma la risoluzione del problema come è stata giudicata dai cittadini? Nel 54,5% dei casi la valutazione è stata “poco soddisfacente”, solo per il 5,1% la soluzione trovata è stata giudicata “molto soddisfacente”. In caso di problemi, a chi si rivolgono i turisti italiani? Il 64,1% delle preferenze si rivolge direttamente alla struttura ricettiva, alla compagnia di trasporto o all’attività con cui si è manifestato il problema. Le altre vie da percorrere, entrambe con il 38,5% delle preferenze, sono il ricorso alle Forze dell’Ordine e alle Associazioni dei Consumatori.

Se i problemi ci sono, come li affrontano e/o li prevengono i consumatori? Conoscono i loro diritti? Abbiamo chiesto ai partecipanti al sondaggio di indicarci la loro conoscenza sul Codice del Turismo, sulla Carta dei Diritti del Passeggero e della Conciliazione Paritetica. In merito al Codice del Turismo, il 54,1% degli intervistati ha dichiarato di non conoscerlo, a fronte di un 45,9% che afferma di esserne a conoscenza, Percentuali simili per la conoscenza della Carta dei Diritti del Passeggero (52,9% per la non conoscenza), mentre la forbice è più ampia in merito alla conoscenza della possibilità di fare ricorso alla Conciliazione Paritetica in caso di problemi con agenzie di viaggio e tour operator: in questo caso il 65% afferma di non esserne a conoscenza, con il 35% che si dichiara a conoscenza di tale possibilità. La tutela dei diritti del turista viene considerata insufficiente dal 52,6% degli intervistati, e abbastanza sufficiente dal 42,9%.

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