Siena presenta: "A spasso tra le ricette senesi"

aIl progetto dedicato ai sapori unisce ai piaceri della buona tavola una sana attività fisica, che fa bene al corpo e all’anima. Un modo originale di vivere e scoprire la città che nasce proprio a Siena, capitale del turismo sostenibile, che ha dato i natali alla Giornata nazionale del Trekking Urbano e dove da oltre mezzo secolo il  centro storico è chiuso al traffico, regalando alla città il primato di prima zona blu d'Europa. A spasso tra le ricette senesi propone otto piatti della tradizione culinaria senese: due antipasti, due primi, due secondi e due dolci raccontati attraverso foto e schede dedicate che raccolgono gli ingredienti della ricetta, le origini, la storia del piatto e le modalità di preparazione della pietanza, unite ai consigli di un nutrizionista.

Le otto portate di ‘A spasso tra le ricette senesi’ formano un menù legato alla tradizione culinaria senese. Si parte dal più classico degli antipasti, i crostini con la milza, chiamati a Siena crostini neri. Un piatto che veniva servito, in estate, per il pranzo della battitura del grano, quando le massaie rifocillavano i lavoratori con allegre tavolate nelle aie. Passando dall’estate all’inverno il viaggio nel gusto di Siena prosegue con la seconda proposta, le fette di pane con il cavolo nero, antipasto dal sapore inusuale, molto particolare per chi lo assaggia per la prima volta, ricco di benefici effetti antiossidanti e antiinfiammatori legati appunto alla presenza del cavolo nero. Nella ricetta originale non può mancare l’aglio a crudo che, come dimostrano recenti studi, riduce la pressione, migliora lo stato infiammatorio e la circolazione sanguigna.

aVolete scoprire il segreto della pasta fatta in casa? ‘A spasso tra le ricette senesi’ propone uno dei primi piatti più diffusi nel senese: i malfatti, detti anche gnudi, perché assomigliano al ripieno dei tortelli maremmani solo “spogliati” della pasta. Si tratta di gnocchi di spinaci e ricotta che le donne impastavo intorno a un tavolo, intrattenendosi con parenti e vicini di casa, alla ricerca della forma perfetta. Un piatto semplice e buono che grazie alla presenza degli spinaci è ricco di fitonutrienti, vitamina A e garantisce una protezione antiossidante per la regione oculare. Tra i primi piatti della tradizione senese non poteva mancare la zuppa di fagioli, un piatto contadino povero che permetteva di utilizzare le verdure dell’orto e recuperare il pane raffermo. Un ottimo mix di cereali e legumi che insieme creano una buona fonte di proteine. Alle loro proprietà si aggiunge il potere antiossidante dell’olio extra vergine d’oliva, che completa il piatto. Spuntino veloce nei giorni del Palio, ma soprattutto ricetta poco impegnativa da preparare e da gustare in ogni momento della giornata, le acciughe sotto pesto non possono mancare nel viaggio tra le ricette senesi. A Siena si trovano ovunque, non solo nei ristoranti e nelle osterie, ma anche nelle botteghe storiche e nei bar.

Impossibile visitare Siena senza assaggiare una delle sue carni più celebri come la chianina, vera regina delle ‘Scaloppine alle senese’. È qui che il manzo locale, bianco e massiccio, di polpa magra, sacro per gli Etruschi e molto apprezzato anche di Romani, trova la sua massima celebrazione in abbinamento al dragoncello, erba aromatica che secondo la leggenda giunse in Toscana con Carlo Magno nel 774 e fu piantato e coltivato nell’Abbazia di Sant’Antimo.

aI Ricciarelli, conosciuti sin dal 1400 e presenti anche al banchetto nuziale di Caterina Sforza, occupano sicuramente un posto di rilievo nella tradizione dolciaria senese. La loro origine, probabilmente è legata al marzapane o marzipanetti alla usanza senese. Secondo la tradizione è stato il senese Ricciardetto della Gherardesca, di ritorno dalle Crociate, a far conoscere ai senesi questi dolci “arricciati” come le babbucce dei sultani. I ‘Ricciarelli’ sono totalmente privi di farina quindi, adatti anche a chi è intollerante al glutine. L’ingrediente principale sono le mandorle, preziosissima fonte di energia, costituita per il 50% da grassi monoinsaturi e polinsaturi. L’itinerario si sviluppa all’interno della cinta muraria di Siena e tocca le 17 ‘Fontanine di Contrada’, luoghi tra i più cari ai senesi, perché costituiscono un elemento fondamentali nella vita contradaiola. Proprio qui ogni Priore battezza, con rito laico, i bambini, consegnando a ogni piccolo un fazzoletto della Contrada alla quale, da quel momento in poi, sarà legato per la vita. Per i più golosi che si cimenteranno nella preparazione dei ‘Ricciarelli’ a casa, il consiglio dell’esperto è di salire e scendere le scale per mezz’ora in modo da smaltire oltre 600 calorie contenute nel dolce tipico senese.

aPer chiudere in dolcezza il menù della tradizione senese non si può rinunciare alla Pinolata. Si tratta di un dolce della tradizione toscana, in particolare di quella senese e del Chianti, anche se ormai è diffusa in tutta Italia. È la tipica torta cavallo di battaglia del menù della domenica a casa della nonna, ma a Siena si trova anche al ristorante o in pasticceria. Il dolce, se consumato in eccesso, favorisce l’incremento della massa grassa vista la composizione di ingredienti ad alto indice glicemico, come la farina e lo zucchero. L’itinerario mediceo in città toccherà i giardini de La Lizza, fino alla Fortezza Medicea che, con i suoi quattro bastioni, regala un panorama mozzafiato. Uscendo dalla Fortezza merita una visita la Basilica di San Domenico e una sosta il “murello” per ammirare la splendida vista sul Duomo e la Torre del Mangia.

Info: www.enjoysiena.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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