Enogastronomia

Crescita lenta per l' enoturismo: verso i 12 milioni di arrivi sulle Strade del Vino

aAlla Bit 2016 di Milano è stato presentato il XII Rapporto sul Turismo del Vino e le Città del Vino insieme a Movimento Turismo del Vino hanno firmato un protocollo d’intesa per azioni e strategie condivise che consentirà loro di intervenire su vari aspetti che riguardano lo sviluppo dell’enoturismo. Oltre 2,5 miliardi di euro è attualmente la spesa dei turisti del vino in Italia, ma il settore soffre di alcuni problemi: la qualità dell’offerta e dei servizi sul territorio e nelle cantine sono disomogenei e non sempre adeguati, la carenza di progetti e finanziamenti quadro, la formazione professionale e la promozione spesso inefficaci. Le difficoltà dei piccoli Comuni e le occasioni mancate, come l’Expo troppo “milanocentrica” che non ha portato benefici, né visite e visibilità a oltre “8 cantine su 10”.

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Sempre più proiettata all'export la vetrina di Tipicità

aIn un’affollata platea di giornalisti ed operatori, intervenuti al debutto internazionale di Tipicità 2016 nell’ambito della BIT-Borsa Internazionale del Turismo, era presente anche Riccardo Venchiarutti, popolare volto RAI, che ci aggiorna quotidianamente dalla Borsa di Milano. In questo contesto, Angelo Serri, direttore di Tipicità, ha affermato che: “dal 5 al 7 marzo, la tre giorni marchigiana si sostanzierà in un coinvolgente “laboratorio” realizzato per vivere insieme l’esperienza di un futuro prossimo, fatto di cose buone, progetti sostenibili, ambiente sano e confronti tra culture”.

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CiBò So Good! Si celebra la cultura del buon cibo “sotto le Due Torri”

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È al suo debutto, la prima edizione di CIBÒ. So Good! Il Festival dei Sapori di Bologna, la manifestazione, ideata e realizzata da Gruppo Atomix, in programma nel capoluogo emiliano, esattamente nello storico Palazzo Re Enzo, dal 22 al 24 gennaio 2016 con un ricco carnet di eventi: degustazioni, gare a premi, meeting e percorsi sensoriali tutti incentrati sulle prelibate eccellenze culinarie del territorio bolognese. La rassegna si impone non solo come semplice vetrina enogastronomica, ma soprattutto come un’originale esperienza culturale e sensoriale: un grande contenitore ideato per approfondire le diverse facce del “pianeta cibo”, da quelle estetiche a quelle relazionali, fino agli aspetti storici e antropologici per non dimenticare i temi della sostenibilità e dell’educazione al gusto. Appuntamento irrinunciabile per giovani gastronauti e raffinati gourmet, la kermesse porta per la prima volta alla ribalta i prodotti più tipici della tradizione culinaria felsinea, da sempre sinonimi, in Italia e nel mondo, del miglior cibo, di sapori veri, di amore per la “buona tavola”, in sostanza di quel “mangiare bene” che rappresenta un pilastro fondamentale della cultura vitale ed affascinante del nostro paese.

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Il Prosecco è il 'consensus maker' per stare insieme in allegria nelle feste di Natale

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Il Prosecco è un vino dalle tante anime. Piace per il suo gusto e per la sua capacità di essere conviviale, di far stare bene le persone intorno a sé. Amato per il suo tono allegro e allo stesso tempo capace di generare intimità (intimacy); per la sua sapienza nel generare vicinanza (nearless) tra le persone; per la sua compostezza nel costruire un’atmosfera calda e simpatica tipica del focolare (hearth), della famiglia riunita per godersi pace e un po’ di serenità. È un vino che sa essere chic quando è necessario, formale quando deve accompagnare una cena importante; soavemente romantico quando deve unire due cuori, glamour quando deve parlare dello stile delle persone che lo bevono.

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Ticino e Alsazia: due regioni, una comune tradizione

mDopo le fatiche dell’aspetto pagano del Natale (spesso prevalente su quello religioso), occorre ritemprarsi con qualche giorno di riposo da cene, pranzi e dall’affannosa corsa agli acquisti.

Un tempo la montagna era la meta quasi obbligata, ma purtroppo le mutazioni climatiche in questo periodo molte volte fanno sparire i bei paesaggi innevati: sempre più frequentemente a fine anno si scia su piste artificiali, quasi memoria del passato, bianco serpente in mezzo al verde dei prati. Allora perché non recarsi a scoprire come sono vissute le feste nei Paesi a noi vicini, facilmente raggiungibili sia con il treno, sia con l’auto e l’aereo, e conoscerne cultura e gastronomia curiosando tra i tanti prodotti esposti nelle tradizionali casette dei mercatini di Natale e finalmente soddisfare qualche ‘sfizio’ personale dopo aver trascorso giornate a pensare a parenti, amici e pubbliche relazioni? Ticino e Alsazia sono diversi, ma i mercatini di Natale estrinsecano il filo di una comune cultura di base.

La Svizzera - che è molto attenta a promuovere e rendere conveniente, non solo a parole, il trasporto pubblico (specialmente l’efficientissimo sistema ferroviario con cui si raggiunge ogni località) - ha predisposto per il periodo dei mercatini risparmi sulle tariffe che possono raggiungere anche il 75% del costo (su alcune tratte è attiva tutto l’anno la ‘tariffa mini’ a partire da 9 euro) per cui arrivare in Ticino è facile ed economico.

aIl Ticino è caratterizzato da una pluralità di eventi sparsi sul territorio: ad Ascona, antico villaggio di pescatori sul lago Maggiore, oggi una delle capitali del turismo e del ‘bien vivre’ fino al 6 gennaio lo splendido lungolago è ancora più incantevole per l’esposizione, unica nel suo genere, di alberi di Natale alti quattro metri addobbati in modo originale. Nella centrale piazza Motta, sotto l’occhio dei resti del medievale castello dei Griglioni, il 27 dicembre (dalle 11 alle 16) una grande tavolata imbandita attende buongustai e bambini per una festa conviviale a base della tipica raclette. Un mercatino culinario incrementa le tentazioni della gola.

Se ad Ascona trionfano gli alberi di Natale, Vira Gambarogno, una delle tante perle del lago Maggiore, diviene fino al 6 gennaio il paese dei presepi che trovano un habitat ideale tra le antiche case addossate le une alle altre, le viuzze e i portici del suo caratteristico centro ancora intatto.

Il cuore di Locarno, la famosa Piazza Grande, si trasforma (fino al 6 gennaio)in una pista di pattinaggio su ghiaccio con igloo per degustare le specialità locali. I mercatini non mancano nemmeno a Lugano: sparsi nelle vie del centro, hanno il loro epicentro (fino al 6 gennaio) in Piazza della Riforma popolata da graziose casette di legno ricche di specialità e decorazioni natalizie. Non può mancare la sempre affascinante passeggiata sul bel lungolago ora dominato dalla spettacolare struttura del Lac, lo splendido centro culturale, sede tra l’altro del museo della città e di ottime mostre temporanee.


Recarsi nel periodo natalizio in Alsazia è un’esperienza unica, quasi come andarvi durante la vendemmia e girare per cantine a degustare i favolosi bianchi alsaziani tra cui eccelle il Riesling, ma gli altri sono solo meno conosciuti: la qualità è comunque sempre eccellente.

mQuest’area nel Nord della Francia - l’unica per cultura e tradizioni ad avere una forte influenza tedesca - è caratterizzata dai moltissimi villaggi che spuntano con i tetti aguzzi delle ‘case a graticcio’ tra gli ordinati filari dei vigneti dalle testate arricchite da cespugli di rose.

L’Alsazia per tradizioni, eventi e partecipazione della popolazione può essere definita il “Paese del Natale” e i suoi mercatini sono un classico da vedere e rivedere.

Tra i moltissimi che rallegrano il periodo natalizio quelli di Strasburgo, Obernai e Colmar non possono essere persi.

A Strasburgo - bella città d’arte posta alla confluenza dell’Ill con il Reno - il primo mercatino fu realizzato oltre cinquecento anni fa: era, infatti, il 1570 quando nelle aree di fronte alla Cattedrale debuttò il Chriskindelsmarik o “Mercato del Gesù Bambino” (per alcuni anche il primo in Europa, mentre secondo altri il primato spetta a Dresda), e c’è da scommettere che in quei giorni lontani nessuno l’abbia immaginato ancora protagonista del Natale cinque secoli dopo.

Il mercatino(fino al 31 dicembre) si snoda fra colori e profumi e decine e decine di bancarelle di dolci e di artigianato da Place de la Cathédrale a place Broglie, rue de la Comédie e place Klébler interessando quindi gran parte di un Centro storico ricco di motivi d’interesse.

Le tentazioni natalizie sono anche occasione per ammirare uno degli angoli più belli della città, infatti Place de la Cathédrale, oltre a essere il cuore della vecchia Strasburgo, è circondata da antiche case - la Maison Kammerzell (XV-XVII secolo) dalle facciate rivestite di intagli lignei (al cui interno si possono gustare le specialità di un famoso ristorante) e la Pharmacie du Cerf che risalendo al 1268 è la più antica della Francia - ed è dominata dalla Cathédrale de Notre Dame, una delle massime espressioni dell’architettura gotica: iniziata nel 1176, è ricchissima di opere d’arte che attraversano i secoli, un vero museo. Del resto l’elenco dei musei di Strasburgo è infinito.

A Obernai - affascinante borgo ai piedi dei Vosgi - con una trentina dei classici chalet in legno il Mercato della Gastronomia di Natale esalta fino al 31 dicembre le tipicità gastronomiche alsaziane. La cittadina ancora parzialmente cinta dalle mura originarie ha come splendido cuore la Place du Marché circondata da case dal tipico alto tetto a spioventi tra le quali è da ricordare la Halle aux Blés con preziose vetrate del ‘400-‘500 oltre alla Tour de la Chapelle (13°-15° secolo).

mIl tour in Alsazia seguendo il filo natalizio dei mercatini non può non concludersi a Colmar, museo a cielo aperto di stupendi edifici dalle ricche facciate attraversato dal placido scorrere della Lauch e soprattutto cuore di una zona vinicola molto rinomata e quindi capitale della convivialità e del bien vivre.

Caratteristiche che creano un’aura particolare ai mercatini di Natale (fino al 31 dicembre): sono cinque con tematiche diverse (complessivamente 180 espositori) in altrettanti splendidi ‘angoli del centro storico’ che al calar della sera vedono incrementare il loro fascino grazie a mille luci natalizie. C’è n’è per tutti i gusti. Le Marché de la Place des Dominicains (dominata dall’omonima chiesa le cui vetrate del XIV secolo sono di sera ancor più suggestive) è dedicato con i suoi sessanta chalet in legno alle decorazioni natalizie, una vera goduria per chi ama esternare la propria gioia con allegri addobbi.

Le Marché de la Place Jeanne d’Arc - circondato da edifici a graticcio in puro stile francese - ricostruisce un tradizionale villaggio alsaziano ed è riservato ai prodotti del territorio, cioè alle tentazioni e alle gioie della gola ed è inutile visitarlo se non si segue il saggio principio “si vive una volta sola” concedendosi foie gras, vini, acqueviti, biscotti, i buonissimi dolci tipicamente natalizi…

Le Marché de la Place de l’Ancienne Douane raccoglie circa cinquanta espositori intorno all’imponente fontana Schwendi: attraversato dalla Lauch, si sviluppa anche sotto il porticato del Koïfhus (nome del maestoso edificio medievale dell’Antica Dogana) per offrire mille proposte di regalo e di souvenir.

Le Marché intérieur de l’artisanat d’art du Koïfhus presenta al coperto le creazioni di ceramisti, maestri vetrai, scultori… mentre al primo piano si può godere delle istallazioni provenienti dal Musée du Jouet tra cui una di trenini elettrici di grande formato: per gli appassionati una vera gioia.

Infine non bisogna perdere Le Marché des Enfants de la Petite Venice, quartiere che prende il nome dall’essere attraversato dalla Lauch con le tipiche case a graticcio sulle due rive e che a Natale nella centrale Place des 6 Montagnes Noires si trasforma in un Paradiso dedicato ai bambini con moltissime iniziative in esclusiva.

Mercatini, musei e splendidi edifici rasserenano lo spirito, ma per gustarli è necessario un giusto sostegno che può essere fornito dalle tante e ottime specialità locali - da gustare in una miriade di ristoranti, ristorantini e brasserie (a proposito in Alsazia si produce anche ottima birra e non è Natale se non si sorseggia la speciale Bière de Noël creata dai monaci nel Medioevo) - abbinandole agli splendidi vini alsaziani, sia bianchi sia rossi, che è possibile scoprire degustandoli nelle cantine e discutendo delle proprie sensazioni con gli ospitali viticoltori.

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