Enogastronomia

E’ iniziata l’84ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba


aPer il Tartufo bianco di Alba è un’altra stagione da protagonista con l’84ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba, al via da sabato 11 ottobre a domenica 16 novembre. Sei settimane ricche di eventi enogastronomici, folkloristici, culturali e ospiti che accenderanno i riflettori su Alba e più in generale sul territorio di Langhe e Roero. Un angolo d’Italia sempre più apprezzato, ad ogni latitudine, come dimostra il recente inserimento del paesaggio vitivinicolo delle Langhe, Roero e Monferrato nella prestigiosa lista dei siti patrimonio dell'umanità dell’UNESCO.

 

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'Percorsi e sapori'. I Monti Lessini: non solo Durello

aA cavallo delle provincie di Verona e Vicenza, dove le Prealpi si trasformano in un sistema collinare per divenire poi pianura, vi è un’area vinicola molto interessante anche per la particolarità del terreno di natura vulcanica (testimonianza dell’antica attività eruttiva della zona) che conferisce al vino grande sapidità grazie alla ricchezza di sali minerali.

 Sono i Monti Lessini (nome delle Prealpi veronesi) e vi si alleva la ‘Durella’ (vitigno quasi esclusivo della zona) da cui si ottiene un vino molto interessante, e non solo per l’area veneta: il Durello, la cui notorietà è stata per decenni oscurata dai grandi classici della zona come Soave, Amarone, Valpolicella, Bardolino… La sua storia, però, è antica: se la prima citazione certa è del 1825 (Acerbi descrive un vitigno Durella coltivato nel Vicentino, ma sembra certo che nel 1700 fosse molto diffuso anche nella parte orientale del Veronese), risale, invece, al 1292 la segnalazione di un’Uva Durasena (derivata dall’uva “duracinus” citata da Plinio il Vecchio nel ‘De Agricoltura’) la cui descrizione fa pensare di essere in presenza del ceppo originario della Durella.

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Vinitaly 2014 un’edizione di successo


kVinitaly è una tra le poche manifestazioni italiane leader mondiale nei fatti e non solo a parole: anche in questa edizione 2014 percorrere gli affollati corridoi è stata fonte di orgoglio per noi Italiani percependo in modo tangibile il ruolo e il valore internazionali del nostro vino.

Gli stand sempre affollati nei quattro giorni di manifestazione hanno evidenziato la buona salute di un comparto che ha saputo affrontare e superare quella crisi economica che invece è stata fatale per altri settori della nostra economia, risultato non del caso o della fortuna, ma di politiche aziendali che non si sono mai accontentate di gestire i successi offrendo sempre nuovi stimoli al mercato, non rinunciando mai a cercare il massimo della qualità e studiando e prevenendo l’evoluzione dei gusti dei consumatori.

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Il vigneto più prezioso: vince l'Alto Adige, poi Veneto e Trentino

hdLa classifica prosegue con a pari merito i vigneti più famosi del Piemonte e della Toscana. Lo scenario è comunque confortante per tutte le zone viticole italiane e conferma la solidità della perfomance del comparto vitivinicolo italiano, in controtendenza sull’andamento generale dei beni immobiliari. Tutte le produzioni enoiche italiane e internazionali a Vinitaly dal 6 al 9 aprile.

Su e giù per l’Italia a caccia del vigneto più prezioso, per scoprire il suo valore e la sua incisività nel quadro generale del mercato immobiliare. Ma non solo. Il valore dei vigneti nei top terroir del Bel Paese enoico tiene, nonostante la crisi, e anzi costituisce un elemento di valorizzazione fondamentale per chi voglia investire in aziende vitivinicole italiane.

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