I segreti della cucina dell’Emilia Romagna

aPiù impenetrabili di quelli della politica e della camera da letto, sono i suggestivi misteri legati al cibo e al vino che il libro “I segreti della cucina dell’Emilia Romagna”, curato da Stefano Andrini, svela per la prima volta. Il volume non è un’antologia “cotta e mangiata” ma un racconto straordinario di uomini e donne della nostra terra protagonisti nella grande avventura dell’alimentazione. Nonne, chef, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e sindaci, tutti insieme appassionatamente per ricordare ai lettori che l’Emilia Romagna del cibo emana fragranze diverse, ma sotto il segno di un’unica grande griffe. Gli autori, con lo stile del romanzo, raccontano aspetti inediti di una terra di maiali, di sfogline e di piatti poveri inventati da un popolo che non riusciva a mettere insieme il pranzo con la cena. Queste pietanze sono state oggi trasformate da cuochi coraggiosi in cover più orecchiabili dell’originale e poi i vini che fanno impallidire bianchi, rosati e rossi solo in apparenza più titolati sono stati messi al tappeto per ko tecnico. Dal libro emerge la grande epopea del mettersi a tavola che in regione non è mai solo una necessità ma anche un piacere. Tanti e di qualità i contributi eccellenti dal regista Pupi Avati, l’enogastronomo Paolo Massobrio, i comici Vito, Paolo Cevoli e Andrea Vasumi. I segreti della cucina dell’Emilia Romagna, con una chiave di lettura originale, punta sulle storie della nostra nell’alone del mistero o del poco conosciuto.

Ma ancora più inedita è la sua genesi. Il volume, infatti, registra il suo Big Bang nel corso di una chiacchierata del curatore con un gruppo di amici, che, nomen omen, si sono autoproclamati Compagnia dei Beati Gaudenti. Una ventina di persone, senza contare i figli che pure a loro modo partecipano, che tutte le settimane si ritrovano per discutere di questioni della vita, di letteratura e di politica. E naturalmente per mangiare. Nel corso di una delle consuete tavolate domenicali, impreziosite dalla pasta fresca di una sfoglina a denominazione di origine controllata, lo sciagurato curatore, come Egidio con Gertrude nei Promessi Sposi, si rivolge agli amici. Lanciando la proposta di raccontare la grande 8 epopea di una terra, l’Emilia Romagna, che ha nel suo Dna il cibo e il bere. Al pari della monaca di Monza gli sventurati “risposero”. E ben presto il libro ha cominciato a prendere forma allargando l’avventura dei cavalieri della tavola rotonda a tutti i cavalieri e le dame che il curatore ha avuto la fortuna di incontrare lungo la Via Emilia. Al centro di questo viaggio le nonne, testimoni di una tradizione antica e lontana; gli chef e i ristoratori che hanno provato a declinarla con successo nello spirito del nostro tempo; i luoghi segreti dove storia e cibo si intrecciano in maniera indissolubile. Ci sono ricette, ovviamente. E tanti personaggi, vere e proprie “maschere” del nostro territorio che, per la prima volta, rivelano emozioni, preferenze e memorie su tutto ciò che gira attorno alla tavola. Uniti da una grande sfida culturale: quella di poter vincere, anche grazie a un piatto di tagliatelle condiviso insieme, la battaglia contro l’Oscuro Signore di Mordor che ci vorrebbe tutti tristi. E, perché no, sostanzialmente inappetenti.

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