Mediorientati: oltre la Storia, le storie. La novità di Gian Stefano Spoto

jGian Stefano Spoto, di origini emiliane, giornalista della stampa e della televisione, con una lunga carriera giornalistica in Rai e dal 2014 corrispondente Rai dal Medio Oriente, oggi è autore del suo nuovo libro Mediorientati, di Ianieri Edizioni, che si presenta sottoforma di un  racconto sviluppato da storie stravaganti e disperate di coloro che vivono tra Gaza e Israele, sotto una linea di confine dove si sogna la pace tra persone con status diversi e vicissitudini incredibili. Con delicatezza sono messe in scena le vicende degli uomini e le donne di Gaza, come quella di un ragazzo arruolato dall’Isis, di un israeliano che sceglierà di andare in guerra per dovere, di una donna che nel Negev trascorre quaranta giorni senza muoversi dalla sua chaise longue, aspettando notizie sul figlio in guerra, di un imam salafita che vede l’Islam fin troppo proibizionista o ancora dell’uomo più ricco di Palestina che vive nellasua villa Nablus, località dove gli scontri sono violentissimi.

La narrazione non prende posizioni e il senso di umanità è descritto raccontando le paure, le tristezze e le tragedie che ritornano tra i due schieramenti divisi dalla linea di confine. L’autore, con le sue parole afferma: “In Mediorientati non ho voluto parlare di buoni o di cattivi, ho voluto raccontare un mondo molto vario, con dei fattori comuni come la psicosi della paura della guerra, che è uguale da una parte all’altra, anche se da una parte ci sono stati 74 morti e dall’altra 2.500. Ma oltre a fattori negativi io ho visto con i miei occhi cose assolutamente straordinarie ed inedite che fanno ben sperare come la violista che operata in anestesia locale continuava a suonare simbolo di speranza di un mondo migliore”. Tra la pluralità di storie di vita, ci sono maratoneti e campioni sportivi che non possono gareggiare perché non è permesso farlo in quella parte del mondo, di famiglie che vorrebbero poter lasciare tutto e partire per un posto migliore, di quanto conti donare anche solo un sorriso e un’idea di pace, lontana dalle sirene, dalle bombe, dai combattenti.

Spoto ci apre gli occhi sulle contraddizioni di un paese che tenta di diventare laico, ma la realtà è che le religioni e la presenza di ortodossi di differenti confessioni, rendono vano questo intento. Ci ricorda anche di eventi eccezionali: la neve, anche questa un limite alla libertà degli abitanti. Ma Israele è anche altro, così, l’autore ci rivela le maestrie israeliane nel campo della nanotecnologia o dell’allevamento di pesci nel deserto. Oltre alla povertà e alla miseria di un popolo che a volte rischia di rassegnarsi. Nella conclusione del libro, Spoto riflette sulle persone incontrate, sulle loro storie di vita e c’è una domanda che gli sorge spontanea: “Perché, parlando di loro, dovrei passare attraverso il filtro dell’etnia e non solo quello dell’umanità?”. A voi lettori resta la facoltà di pensare la risposta.

I dati del libro: Mediorientati, Gian Stefano Spoto, Ianieri Edizioni, marzo 2017, 184 pagine, 14 Euro. 

Info: Ianieri Edizioni tel. 085.2192404; www.ianieriedizioni.com

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