Cambogia, tra natura e archeologia

aLa Cambogia  ha molto da offrire. E’ un viaggio alla scoperta delle bellezze naturali, archeologiche, prima fra tutte il complesso di Angkor, l’antica capitale medievale ricca di templi, palazzi e monasteri. Una meta che aiuta a capire la storia, la cultura e la profonda spiritualità dei cambogiani. Qui si percepisce il senso antico e saggio della vita derivante dal buddismo che neppure le atrocità dei Khmer Rossi di Pol Pot sono riusciti a scalfire. Attraversata dal maestoso Mekong, definito l’ “autostrada del paese” (in alcun punti è largo fino a 5 chilometri),  che regala scenari mozzafiato, la Cambogia è una grande pianura dominata per tre quarti da risaie.

 

Terra di grandi civiltà

Proprio all’enorme ricchezza idrica è legata la storia del paese. Terra di grandi civiltà ha subito notevoli influenze culturali e religiose da parte dei vicini. Con il regno Khmer, tra il IX e XV secolo, la Cambogia ha conosciuto il suo massimo splendore. Grandi idraulici, ottimi agricoltori, capaci di tre raccolti di riso all’anno, regimentarono il corso delle acque con dighe e canali, costruirono strade sopraelevate e ospedali. Per capire l’importanza e coglierne lo splendore occorre percorrere il grande Circuito dei Templi, che richiede almeno tre giorni. Per la visita, in alternativa all’elefante, è consigliato l’uso del tuk tuk, colorate moto-carrozzine, rivisitazione moderna di quelle tirate a mano nel periodo coloniale.

 

aIl circuito dei templi

Si parte da Siem Reap, vivace città famosa per i laboratori di seta, per arrivare ai templi del gruppo Roluos, con il sito archeologico di Hariharalaya, la città pre-Angkoriana. I templi  del IX secolo presentano la caratteristica  di non essere realizzati in pietra arenaria non ancora conosciuta e utilizzata all’epoca. Sia l’imponente tempio di Preah Ko che il piccolo Lolei hanno torri integralmente edificate in mattoni. Ma è il mastodontico Bakong, il tempio montagna, con la rapida piramide a cinque gradoni che si erge al centro del canale che la circonda, a lasciare una visione suggestiva. Le pietre “parlano” durante la visita del tempio del Bayon, nelle cui colonne sono scolpiti più di 200 enigmatici volti e scene di vita quotidiana. E’ il tempio della leggenda del re e del serpente Pimeanakas. Dalla terrazza degli elefanti si gode una bella vista dei giardini. Altra tappa Ta Prohm, nella giungla. Le radici di alberi secolari hanno avvolto, come le spire dei giganteschi serpenti, gli edifici in uno straordinario abbraccio. Non si po’ lasciare il circuito dei templi senza aver visitato Banteay Srei, la cittadella delle donne, consacrata a Shiva. E’ un inno all’ingegno dell’arte khmer per la ricercata architettura, lo studio e la perfezione delle sculture in graniglia rosa. Poco lontano c’è il complesso induista Banteay Samre. Cambogia terra della natura. Ecco allora che oltre alle risaie dove pascolano i bufali e ai pittoreschi villaggi dei contadini, la sosta al giardino delle farfalle aiuta a capire il rispetto di questo popolo per tutto ciò che lo circonda.

La regale Phnom Penh, senza dimenticare gli orrori del genocidio

La vita moderna si coglie a Phnom Penh la capitale del regno, ricca di edifici coloniali. Interessanti  le visite al palazzo reale, alla Pagoda d’Argento costruita nel 1866 durante il protettorato francese, alla Pagoda Wat Phnom situata su un colle con vista panoramica, al museo Nazionale e a quello del genocidio. Le atrocità compiute, dal 1975 al 1979, dal regime di Pol Pot sono documentate nel Lager S21, l’ex liceo della capitale  dove furono torturati e  internati migliaia di cambogiani: uomini e donne  colpevoli solo di essere considerati intellettuali. Un genocidio di quasi 3 milioni di persone. Per rendersi conto degli usi e costumi nulla di meglio che una passeggiata al mercato Tuol Tumpoung, il mercato russo, luogo ideale per lo shopping dell’artigianato locale. A Phnom Penh si può alloggiare al Cardamom Hotel (4 stelle) a Siem Reap al Central Boutique Angkor (4 stelle).

 

aAngkor Wat, la sesta meraviglia

del mondo

E’ la sesta meraviglia del mondo. Angkor Wat, patrimonio dell’Umanità Unesco, è un luogo che conserva ancora il fascino dei siti archeologici, dove l’uomo ha saputo scrivere le pagine più sublimi della sua storia.  Ma tutto il vasto complesso di Angkor, la capitale medioevale del regno Khmer, all’epoca estesa su 480 chilometri quadrati con 287 imponenti edifici,  rapisce e seduce. I monumenti arrivati ai giorni nostri sono tutti templi, monasteri, palazzi imperiali costruiti in pietra perché l’altra città, quella dei sudditi,  realizzata in legno è andata distrutta per gli incendi o le devastazioni. Per costruire il solo quartiere Angkor Wat,  che si sviluppa su una superficie di 280 ettari, ci sono voluti 40 anni, 10mila operai, 50 mila elefanti, 700 zattere e 4 mila carri. Qui si trova il più celebre e conosciuto dei templi tanto che è stilizzato anche nella bandiera nazionale del Regno di Cambogia. Una visita attenta richiede quasi l’intera giornata in quanto non può mancare lo spettacolo ottico dei colori che cambiano con il trascorrere delle ore. Assolutamente da non perdere il tramonto, quando il tempio illuminato dai raggi del sole che lo fanno sembrare dorato si specchia nel lago artificiale che lo circonda. All’interno ci sono vari padiglioni dove i fedeli pregano Budda ed i monaci avvolti nei loro sai gialli e rossi, dispensano benedizioni rituali. Nel 1934 la capitale venne trasferita a Phnom Penh e,  poco a poco, Angkor ha perso importanza. Le imponenti vestigia però continuano a tramandare la maestosa grandezza.

La professionalità di Asiatica Travel

Il tour operatore locale Asiatica Travel, con sede ad Hanoi,  è specializzato nel proporre viaggi in Cambogia (oltre che Vietnam e Laos), organizzati anche on line, con assistenza competente in italiano 24 ore su 24. Pacchetti tagliati sulle esigenze dei viaggiatori, singoli o di gruppo, di spessore culturale e servizi logistici di qualità. Responsabile marketing è Thu Phuong, laureata in Italia, a Napoli, che quindi conosce bene gusti, esigenze e tendenze dei turisti italiani.

Info: www.viaggi.asiatica.com

 

 

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