Avignone: l'altra Roma

aL’altra Roma non è l’auspicio di sentire parlare di una Roma diversa da quella di cui sono piene le cronache, città che certamente esiste e riguarda la maggior parte dei suoi abitanti (però non fa notizia), ma è l’appellativo di Avignone quando per un imprevedibile gioco della storia sul finire del Medioevo è divenuta per una sessantina d’anni sede papale e capitale della CristianitàLa promessa fatta a Filippo il Bello, re di Francia, di trasferire la sede del Papato su territorio francese aveva determinato nel 1308 la scelta di Avignone poiché la città apparteneva alla casa d’Angiò molto legata al Papato e confinava con il Contado Venassino (di proprietà della Santa Sede fin dai tempi di Papa Gregorio X) dove Clemente V aveva stabilito la sua residenza e quella della Curia nella cittadina di Carpentras. 

Fu solo nel 1316 che il successore Giovanni XXII portò ad Avignone la sede papale e la Curia che vi rimasero fino al 1377, anno in cui Gregorio XI tornò a Roma. Simboli del periodo sono il Palazzo dei Papi e molti altri splendori dell’attuale capoluogo del Vaucluse, dipartimento ricco di sorprese e di paesi e angoli deliziosi che meritano di essere gustati e apprezzati con calma come i vini e i piatti della splendida cucina locale. 

Le origini

Molti studiosi hanno identificato il sito originario della città nell’odierno Jardin des Doms, un incantevole parco di tre ettari che sorge sul Rocher des Doms (antichissima formazione rocciosa che sovrasta il Palazzo dei Papi) da cui si ha una splendida vista sulla città vecchia, sul Rodano e sul monte Ventoux. Nell’età Neolitica - come appurato da ricerche archeologiche - i primi abitanti della zona si stabilirono nelle grotte del Rocher des Doms, rifugio naturale a circa trenta metri di altezza sul Rodano. Nel parco (vi si arriva con una passeggiata di cinque minuti a piedi dal Palazzo dei Papi, direttamente dalla riva del Rodano o, per i più pigri, prendendo il simpatico trenino turistico sulla piazza antistante al Palazzo) si può camminare all’ombra di splendide piante tra statue di personaggi famosi non senza ammirare la Venus aux Hirondelles - che qui ha trovato asilo dopo essere stata cacciata per ‘indegnità’ dalla Chiesa di Saint-Pierre - godendo l’aria ossigenata dal ricco patrimonio di alberi e fiori e i molti laghetti le cui rive sono ideali per i picnic o per riposare mentre i più piccoli giocano nelle aree attrezzate.

Le icone

nIl Pont d’Avignon - com’è universalmente conosciuto il Ponte St Bénezet grazie alla famosa e ormai immortale canzoncina di metà Ottocento - fu costruito tra il 1177 e il 1185 (secondo alcuni studiosi utilizzando in parte i basamenti di un precedente ponte gallo-romano andato distrutto alcuni secoli prima) per rispondere all’esigenza di pellegrini e mercanti di attraversare il Rodano lungo la direttrice Italia-Spagna e collegava la città con Villeneuve lès Avignon, sulla riva destra del fiume, dove si trova l’interessante fortezza Tour Philippe le Bel. La riva destra apparteneva al Regno di Francia, mentre Avignone era controllata dal Papa: si comprende l’importanza anche strategica e politica del ponte che fu abbandonato nel Seicento (i resti sono quelli che ancora oggi ammiriamo) dopo ripetute ricostruzioni dovute ai danni causati dalle piene del Rodano. Com’è noto sono solo quattro le arcate superstiti e nel secondo pilastro si trova la bella Cappella di San Nicola articolata su due piani, ciascuno con una navata e un’abside. San Nicola, era il santo protettore dei barcaioli del Rodano e ospitava le reliquie di St Bénezet. La storia del ponte e le sue vicende possono essere vissute grazie alle moderne tecnologie: la mostra Dune rive à l’autre ricostruisce con emozionanti immagini in 3D (realizzate dal Centro Nazionale della Ricerca Scientifica) il ponte e il suo paesaggio nel XIV secolo. Fino alla fine di settembre (con inizio a maggio) è possibile conoscere il Rodano, le sue rive, le città e i graziosi paesi che vi si affacciano solcando le acque del fiume con una delle molte crociere (della durata di una giornata o mezza) che partono da Avignone: un’esperienza bellissima e affascinante (anche quando piove). Il Palazzo dei Papi è l’altra icona di Avignone ed è il lascito più importante di una stagione che ha arricchito la città di mura e di preziosi palazzi cardinalizi oltre alle molte strutture religiose. Nello stesso tempo fortezza e sontuosa dimora, domina il Rodano e il cuore della città con la sua architettura gotica (è il più grande palazzo in questo stile) e stupisce il visitatore che ne esplora le grandi sale per le cerimonie di gala, gli appartamenti papali, le cappelle e gli inestimabili affreschi che hanno brillantemente superato i secoli (alcuni sono in fase di restauro). È composto dai Palais Vieux e Palais Neuf che, affidati ad architetti diversi, rispecchiano le differenti personalità dei committenti (Benedetto XII per il PalaisVieux e per l’altro Clemente VI e poi Innocenzo VI e Urbano V). Finita l’avventura papale, il Palazzo ha conosciuto alterne vicende e periodi di decadenza ancor prima del 1789 quando fu saccheggiato dalle forze rivoluzionarie che lo identificavano come simbolo di un potere straniero e nemico. Dal 1906 è Museo Nazionale e ospita un grande Centro CongressiFino al 3 ottobre 2015 è possibile assistere a Les Luminessences dAvignon, un’esperienza affascinante ed entusiasmate: la Court d’Honneur ospita un magico spettacolo multimediale che coinvolge il visitatore a 360° facendogli compiere un viaggio attraverso i secoli. Le quattro facciate in pietra del cortile divengono, infatti, mega schermi per proiezioni di ottima risoluzione (con alcune sequenze esaltate dalla grande efficacia delle 3D) le quali illustrano il dialogo ipotetico tra un visitatore e il Palazzo, colloquio arricchito dall’intervento delle Muse ispiratrici degli splendori che rendono unici i diversi ambienti. Nella magia notturna delle Luminessences è come se l’anima del Palazzo raccontasse agli uomini di un altro millennio gli eventi che si sono succeduti in Europa, in Avignone e nel Palazzo influendo sulla nostra società e cultura. Il fascino del luogo, delle immagini, delle luci e dei suoni è completato dall’alta qualità professionale degli interpreti.                                                                                 

Avignone città di cultura

aUsciti dal Palazzo ancora emozionati per le immagini ‘vissute’, si può concludere la serata recandosi in uno dei tanti caffè e ristorantini che rendono allegra e tipica la bella Place de l’Horloge per gustare i saporiti e raffinati piatti della cucina locale e magari partecipare alle vivaci discussioni culturali che la rendono cuore della vita cittadina. Ammirando il panorama dai Jardin des Doms, i campanili delle molte chiese, cappelle e conventi fanno percepire l’influenza di oltre quattro secoli di controllo papale della città. St-Agricol, il cui edificio originario risale al VII secolo (i resti sono a sinistra dell’attuale chiesa del 1300 in stile gotico), la collegiata di St-Pierre (aperta solo in occasione delle messe) con la scenografica facciata gotico-fiammeggiante (del 1512), l’austera St-Didier (edificata tra il 1356 e il 1359) di stile gotico-provenzale con affreschi di scuola senese e la quattrocentesca St-Symphorien con il raffinato interno barocco della cappella dei Pénitents Noirs sono tappe obbligate per chi vuol conoscere la storia artistica di AvignoneNon si può infine non visitare la cattedrale Notre-Dame-des-Doms dal 1995 Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Tale chiesa - caratterizzata da un’alta torre campanaria sormontata da una statua della Madonna - sorge sull’omonimo sperone roccioso a strapiombo sul Rodano ed è visibile da lontano per cui nei secoli passati era punto di riferimento per i viandanti. Costruita nel 1150 in stile romanico, è stata successivamente oggetto di numerosi interventi per cui presenta un’architettura non omogenea affiancando al romanico iniziale il protogotico e il barocco. Interessanti i cosiddetti ‘affreschi macabri’ e le sinopie, opere di Simone Martini per il timpano del portico. Particolarmente interessante per gli italiani il Musée du Petit Palais-il trecentesco ex palazzo episcopale appare ‘piccolo’ solo per la vicinanza con quello dei Papi - ospita la magnifica collezione Campana di Cavelli: un excursus di oltre 300 opere di pittori italiani dal XIII al XVI secolo, molto intriganti anche le sale dedicate a dipinti e sculture provenzali del Medioevo. Indipendentemente dalla vocazione a visitare i musei (ad Avignone c’è da sbizzarrirsi) non si può non ammirare la collezione Lambert che offre una panoramica di tutti i movimenti più importanti dell’arte contemporanea. Ospitata dallo scorso luglio nel Palazzo Montfaucon ha inaugurato la nuova sede con una rassegna di capolavori della collezione, una delle più importanti della Francia. Significativa la contemporanea mostra itinerante, esordio della collaborazione con il Festival d’Avignone. Avignone è cultura: lo dimostra lo straordinario successo che dal 1947 - anno della sua creazione da parte dell’attore e regista Jean Vilar - accompagna ogni edizione del Festival d’Avignon, nel mondo uno dei più importanti eventi dedicati al teatro e alle arti sceniche. Più di novecento spettacoli durante tre settimane di luglio invadono strade e piazze della città oltre a teatri, cortili e spazi coperti: un’occasione unica per gli appassionati (oltre che per gli addetti ai lavori)alla ricerca di novità e di talenti anche al di fuori degli schemi consueti (alla ‘sezione off’ può partecipare qualsiasi compagnia lo voglia). L’humus della città aderisce perfettamente, quindi, allo spirito delle Jounées Européennes du Patrimoine (quest’anno si svolgeranno sabato 19 e domenica 20), occasione unica per scoprire o riscoprire il patrimonio culturale di ogni località. In questi due giorni tutti i monumenti, musei e chiese sono aperti al pubblico con ingresso gratuito (ridotto per quelli privati). Completano il programma inerente al tema dell’anno (per il 2015 ‘Patrimonio del XXI secolo, una storia del futuro’) esposizioni, visite, concerti e passeggiate guidate che ad Avignone pongono l’accento sul contemporaneo artistico. Sembra che l’essere stata anche se per un breve periodo sede papale abbia conferito alla città quella magica atmosfera propria della Roma storica (non certamente delle sue attuali periferie, anche signorili): Avignone, infatti, resta nel cuore (come succede per Roma) con il desiderio di tornarvi per respirare quell’aria ricca di cultura e allegria, certi di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo.

                                                                                              

Copyrights foto: Yann de Fareins / Noir d’Ivoire

 

 

Leggi online il nuovo web, ricco di notizie: con un click sei nel mondo dell'Ospitalità!

a

 

 

ok

 

 

 

 

 

 

cs

 

c

 

 

Joomla templates by Joomlashine