Itinerari Esteri

Una perla naturale: il parco di Plitvice in Croazia con le sue meravigliose cascate

aAi tempi della Jugoslavia di Tito, il parco nazionale dei laghi di Plitvice era una delle mete preferite dai turisti delle repubbliche dell’ex Urss. Con la caduta del muro, sebbene questo parco faccia parte della Croazia, continua a rappresentare una delle perle naturali dell’intera penisola balcanica e meta di milioni di turisti. Quasi nascosto tra colline e boschi all’interno della Dalmazia settentrionale, lo spettacolare complesso di 16 laghi e laghetti di varie dimensioni (il maggiore è lungo 4 chilometri) è uno spettacolo unico. Collegati tra di loro da una serie di cascate e cascatelle su un dislivello totale di 130 metri, i laghetti circondati da abeti bianchi, salici, ontani, carpini e frassini costituiscono l’habitat di una fauna che altrove è ormai rara: orsi, lupi, gatti selvatici, cervi, cinghiali, puzzole, martore e di numerose specie di uccelli acquatici e dei boschi come gufi, cuculi, falchi, martin pescatore, aironi, anatre selvatiche, fino alle rare cicogne nere. Invece la vegetazione annovera piante carnivore e orchidee selvatiche. 

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Goa: un angolo di Europa nel sub continente indiano

aUn angolo di India che si differenzia dal resto del grande Paese. I nomi delle strade della città vecchia richiamano personaggi storici portoghesi, così come l’architettura della zona che è un richiamo continuo al Paese Lusitano. Le insegne dei negozi, i nomi di buona parte delle persone non sono indiani, ma “sono generazioni che si tramandano” ci dicono gli anziani discendenti dai colonizzatori portoghesi che qui hanno governato per 461 anni.

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Le austere fortezze della Serbia e dell’incanto del bel Danubio blu

aIl Danubio, secondo fiume d’Europa, da sempre ha segnato, nel bene o nel male, la vita sociale e politica della Serbia. Uno dei punti panoramici più spettacolari sul grande fiume si gode dall’imponente fortezza di Belgrado Kalemegdan, strategicamente ubicata alla confluenza della Sava nel Danubio. La fortezza sorge su un antico campo fortificato romano, così come avviene in un’altra trentina di casi in tutto il paese, ed in particolare nella regione orientale lungo il Danubio. Ciò testimonia la storia travagliata che ha interessato la Serbia negli ultimi due millenni, coinvolgendo serbi, magiari, bizantini e turchi e non lasciando esenti neppure chiese e monasteri, molti dei quali fortificati. Pochi sanno che quello serbo fu uno dei “limes” più importanti per l’impero romano tra il I ed il V secolo, in quanto considerato baluardo contro le invasioni barbariche da Est. E non è un caso se in Serbia sono nati ben 16 imperatori romani, compreso Costantino il Grande, e vi sono passati tutti i più importanti.

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Ohrid, il gioiello artistico e architettonico della Macedonia

aOhrid (Ocrida) è un luogo dove non si arriva per puro caso. L’ antica città, gioiello artistico e architettonico tra le colline della Macedonia è una meta che vale la pena di fare. Unico sito Unesco, luogo di struggente bellezza che conquista a prima vista e ripaga delle fatiche per andarci. Da lontano si vedono le imponenti mura merlate medievali risalenti al X secolo e Ohrid costituisce uno dei siti storici d’Europa con più lunga continuità abitativa, diecimila anni di sovrapposizione umana dal Neolitico ad oggi, passando per Illiri, Greci, Romani, Bizantini e Ottomani.

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Sciare in Alta Engadina: Diavolezza, Corvatsch e Corviglia-St. Moritz

aL’arco alpino che con le sue vette cristalline fa da corona alla nostra penisola è l’habitat ideale e fonte di emozioni per chi ama la montagna ed i suoi panorami sconfinati o intimi come quelli di una piccola valle. La neve che fino a pochi anni fa regnava sovrana a volte dai primi giorni di novembre, con gli attuali sconvolgimenti climatici è divenuta spesso ‘oggetto di desiderio’ e per salvare la stagione dello sci, l’uomo deve ricorrere alla neve programmata, simbolo della capacità e della volontà di lottare anche contro le avversità naturali, peraltro frequentemente create dall’irresponsabilità umana. Sull’altro versante delle Alpi, l’orografia attenua in parte gli effetti negativi del ‘surriscaldamento’ assicurando manti nevosi più simili a quelli di un tempo anche se, generalmente sono divenute rare le supernevicate e le temperature molto basse.

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