Itinerari Esteri

Tempo d’autunno in Austria: pedalare in un mondo di colori

aTirolo, una regione a misura di bici

Una morfologia unica e il fascino del paesaggio fanno del Tirolo una regione perfetta per una vacanza cicloturistica. Con una rete  ciclabile di oltre 3.800 km, il passo stradale più alto dell’Austria (Passo del Rombo), la massima altezza che si possa raggiungere in bici da corsa (Rettenbachferner a Sölden) e la salita in bici più ripida dell’Austria (Kitzbüheler Horn), la bicicletta si trasforma qui nel principale mezzo di trasporto per turisti e tirolesi. Un territorio votato alle due ruote da decenni, dove il primo club sportivo  è stato istituito non intorno allo sci, ma alla bicicletta! Dove andare: ad esempio, in bicicletta sulle tracce dei Romani sulla Via Claudia Augusta, costruita dai legionari. Sono 700 km da Donauwörth in Baviera a Venezia , per un percorso-simbolo che attraversa tre nazioni dall’infinita varietà di aspetti e tradizioni, bellezze d’arte e specialità enogastronomiche. Nell’Osttirol si passano piacevoli giornate di esplorazione lungo la Drava. La pista ciclabile (che inizia a Dobbiaco) nell’Osttirol corre lungo il fiume e si snoda per 44 km .  Un percorso “a misura di biker”, dove visitare piccoli borghi e sostare  in osterie “amiche del ciclista”. Sempre seguendo il fiume verso est, si entra nel territorio della Carinzia.

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Cinque motivi per vivere la movida a Lisbona di notte

aLa vita notturna di Lisbona è tra le più vibranti d’Europa. La città offre infatti tantissime opportunità per fare tardi tra bar, ristoranti e tascas, le osterie tipiche dove sorseggiare una ginjinha, il liquore tipico fatto con le amarene. I quartieri principali della nightlife lisboeta sono Rossio, Chiado, Bairro Alto e la zona delle Docas lungo il Tago.
Ecco una lista delle cose da non perdere per conoscere da vicino la vita notturna di Lisbona.

 

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In Bhutan per i suoi incantevoli festival

aIl Bhutan, un piccolo regno dalle verdi vallate collocato tra Tibet e India, vanta un’identità davvero fuori dall’ordinario. Tutt’oggi una destinazione dalla forte e millenaria vocazione spirituale attrae anche per le sue peculiarità più “moderne”: qui è illegale acquistare sigarette mentre sulle facciate di numerose abitazioni sono dipinti giganteschi falli dalle proprietà protettive e il benessere della popolazione si misura in termini di FIL (Felicità Interna Lorda). I Viaggi di Maurizio Levi inserisce nel suo catalogo diverse proposte di viaggio in occasione dei più coinvolgenti festival del Bhutan: i Festival di Thimphu e di Thangbi Mani ad ottobre, i Festival di Jambay e di Prakhar a novembre e il Festival di Paro ad aprile.

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Il fascino della Provenza tra mare e cultura

aLa Provenza? La conosco, vi sono stato molte volte è la risposta di moltissimi Italiani quando si cita questa bella regione, sintesi di quanto di meglio offrono l’habitat e la cultura mediterranea. Per la sua vicinanza all’Italia, per il mare pulito e le spiaggette intime e gioiose è da sempre la meta preferita (dopo Parigi) per una vacanza o un weekend.

Provenza significa località come Saint Tropez simbolo del jet set, anche se i tempi di Brigitte Bardot sono lontani, e città dal fascino particolare: Marsiglia multietnica e multicolore in cui il sapore antico del centro storico e del Vieux-Port s’integra con le stupende realizzazioni create quando è stata Capitale Europea della Cultura (esempio di come queste opportunità possano essere utilizzate al meglio), Aix-en-Provence, Arles e Avignone, ciascuna con le proprie peculiarità.

 

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Alla scoperta dell’Argentina del nord, con i mitici paesaggi delle Ande

aMolti, specie quelli che hanno superato gli “anta”, ricordano le Ande per avere letto il libro Cuore. Altri pensando all’Argentina hanno presente l’immagine del gaucho solitario a cavallo nella pampa sconfinata, oppure di due ballerini avvinghiati in un tango sensuale. Troppo riduttivo per un paese all’ottavo posto per estensione al mondo e grande oltre nove volte l’Italia, dove trovano posto le più alte vette del continente americano con enormi ghiacciai e, al tempo stesso, le coste meridionali bagnate da ben tre diversi oceani, Atlantico, Antartico e Pacifico, popolate da pinguini, leoni marini e balene, fino ad Ushuaia, nella Terra del Fuoco, la città più meridionale del pianeta. Non c’è l’argento, che i conquistadores spagnoli sognavano di trovare ed a cui si deve il nome, ma per quanto riguarda ambiente, clima e natura si tratta certamente della nazione sudamericana più varia, oltre a possedere la terra più fertile, quella dove pascolano i celebri manzi esportati in tutto il mondo.

Nel Norte al confine con Cile e Bolivia, l’altitudine spazia dai 300 metri della pianura ai 3-4 mila della Puna, il grande altopiano ai piedi della Cordigliera Saltegna, fino agli oltre 6 mila delle vette andine.  Il paesaggio si presenta decisamente vario: oasi di lussureggiante vegetazione, con piantagioni di canna da zucchero, vigneti, uliveti e agrumeti attorno alle principali città di Salta e Jujuy,  fino ai deserti aridi spazzati da venti gelidi e bruciati dal sole dell’altopiano della Puna de Atacama, solcato da profondi canyon in un paesaggio lunare punteggiato da possenti cardon,  gli ieratici cactus a colonna.

aI pochi abitanti (mestizos), vivono in bianchi pueblos fuori dal tempo e dal mondo, allevando capre, pecore, lama, guanachi e vigogne. Eppure questa terra all’apparenza inospitale è la patria, a partire fin dalla lontana preistoria, dell’antica civiltà precolombiana dei Calchaquies, sottomessa prima dagli Incas e poi dagli Spagnoli, come attestano ancora i resti di numerosi pucaràs, città fortificate. 

Perché nelle profonde vallate che scendono, incidendoli, da montagne e altopiani andini, i corsi d’acqua consentono da sempre un modesto sviluppo di agricoltura e di allevamento del bestiame. L’allevamento di lama e alpaca, animali d’alta quota per eccellenza, dove l’ossigeno si fa raro, costituisce proprio un retaggio dell’antica civiltà locale. Il tutto sempre sotto un cielo blu cobalto, raramente macchiato da qualche nuvola.  Un terra dura e difficile, ma anche intrigante e dispensatrice di profonde emozioni, a torto ignorata dal turismo. Visitare questa terrà è un itinerario che fa conoscere alcuni dei paesaggi più spettacolari  delle regioni andine dell’Argentina del Nord.  Da Salta, la più bella città di stile coloniale del paese, con pregevoli palazzi settecenteschi e chiese barocche, si lascia alle spalle la foresta subtropicale e i campi coltivati, cominciando ad arrancare lungo ripide strade a tornanti verso le massime altezze, capaci però di offrire spettacoli inimmaginabili.

aIn questa regione si trovano infatti alcuni degli ambienti naturali più belli delle Ande: la Quebrada de Humahuaca, canyon dai mille colori protetto dall’Unesco, i grandi salares, resti salini di antichi laghi, le inaspettate formazioni glaciali nel deserto d’alta quota, lagune con fenicotteri rosa, miniere di zolfo dai colori psichedelici, le scenografiche formazioni del deserto rosso, coni vulcanici nerissimi, branchi di vicinas, sconosciuti siti archeologici Incas, graziosi pueblos dove la vita sembra essersi fermata, in una natura grandiosa, selvaggia e incontaminata, come nel Parco nazionale dei Cactus. Non può mancare la visita a Buenos Aires, la più europea delle capitali sudamericane, la città di Papa Francesco.

Il tour operator Apatam Viaggi, specializzato in percorsi di scoperta geografica ed ambientale, propone  una partenza di gruppo con voli di linea da Roma (e altre città) il 13 agosto 2016,pernottamenti in hotel a 3 e 4 stelle con mezza pensione, quote da 4.800 euro in doppia tutto compreso.

Info: Apatam Viaggi - tel. 0722. 32 94 88, www.apatam.it

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