Con 'Puglia Imperiale' nuovi itinerari per un turismo alternativo

xL’Italia ha una tale ricchezza di "gioielli" dovuti alla natura e all’ingegno umano da essere meta appetita pur trascurando la maggior parte del proprio patrimonio al di fuori delle località tradizionali.
Sembra quasi che per molti operatori turistici il turismo sia rimasto quello del Grand Tour molto popolare nei Paesi del Nord Europa nel XVIII e XIX secolo tra le famiglie vip che ambivano dare ai figli un’educazione umanistica (cultura, arte e antichità erano i fili conduttori del viaggio) prima di immergerli negli affari.
E la descrizione che ne fanno la guida The Voyage of Italy nel 1670 e le memorie di molti viaggiatori potrebbero quasi essere attuali proposte turistiche: erano tappe obbligate Roma, Venezia, Firenze e a volte Bologna, Milano, Napoli e la Sicilia.

Sono le stesse mete che – anche con l’esplodere del turismo di massa – hanno monopolizzato le destinazioni italiane, lasciando nell’oblio i molti tesori artistici, culturali e paesaggistici sparsi per il Paese. La nostra penisola, infatti, è sempre stata ricca di artisti che, anche se non sublimi, hanno seminato il territorio di piccoli/grandi capolavori che meritano di essere scoperti e conosciuti, per non parlare di una natura che rende ogni area un unicum.
Sono, quindi, encomiabili le iniziative che si stanno sviluppando in Puglia, come Puglia Imperiale, per far capire che oltre al mare di Gallipoli e alle coste salentine esistono realtà altrettanto affascinanti. L’area turistica di Puglia Imperiale comprende tredici comuni Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa, Corato, Margherita di Savoia, Minervino Murge, San Ferdinando di Puglia, Ruvo, Spinazzola, Terlizzi, Trani e Trinitapoli spiritualmente raccolti intorno al magico Castel del Monte, la straordinaria costruzione voluta da Federico II di Svevia – che sorprendono e stupiscono il viaggiatore per bellezza e interesse.

Troppo spesso i molti turisti ossessionati dall’orologio e dal poter dire “ci sono stato” recandosi al Castello sfrecciano (traffico permettendo) attraverso questi paesi ignorandone i ‘gioielli’ culturali, enogastronomici e paesaggistici.

XOttima quindi l’iniziativa del Patto Territoriale Nord Barese/Ofantino che sta realizzando con i comuni dell’area turistica di Puglia Imperiale una serie di attività dedicate agli opinion leader per far loro vivere esperienze basate su tradizioni, emozioni e autenticità (compreso l’articolato, genuino e suggestivo mondo dei sapori e della gastronomia, espressione prima della cultura di un popolo) in un circuito di eccellenze lungo gli antichi sentieri della transumanza o i cammini che rappresentano un formidabile mezzo di conoscenza di se stessi e oggi anche di libertà dai falsi condizionamenti di un mondo bulimico per eccessi di frastuono, velocità, ansia…
Il turismo slow – di cui i cammini sono espressione – permette di recuperare, almeno per qualche ora o giorno, un rapporto armonico con la natura tornando ai ritmi connaturati all’essere umano. D’altra parte nulla è meglio per la salute fisica e mentale del camminare nel verde con l’occhio che si perde tra montagne maestose e affascinanti per le rocce o bianche di neve o rilucenti per i ghiacciai, nella tavolozza di colori o di verdi dei prati o tra le lame di luce che tagliano i boschi. La mente catturata dalla bellezza che la circonda e dal silenzio interrotto solo dai rumori della campagna (salvo a volte l’improvviso irrompere della maleducazione umana con schiamazzi e toni sopra le righe) si libera finalmente dai pensieri e dalle preoccupazioni quotidiane.
Il desiderio di promuovere questo turismo ha spinto un gruppo di giovani professionisti dei beni culturali e ambientali a promuovere l’associazione In Itinere per proporre anche nel Meridione italiano l’esperienza dei cammini europei creando una rete di appoggio logistico e culturale a quanti intendono il turismo come viaggio di scoperta e occasione per vivere esperienze diverse.
 

xIl cammino Materano

Frutto di un lavoro sul territorio di oltre un anno – come hanno affermato Claudio Focarazzo, Angelo Fabio Attolico e Onofrio Di Lorenzo (i tre fondatori di In Itinere) – il Cammino Materano recupera la fitta rete di strade sterrate, percorsi ghiaiosi e qualche tratto di strada romana che particolarmente adatti al trekking possono divenire protagonisti di un turismo che valorizza il patrimonio storico-culturale di questa regione in cui sono confluite culture provenienti dal Nord Europa, dall’Oriente bizantino e da tutto il Bacino mediterraneo. Articolato in quattro vie, prevede la possibilità di iniziare il percorso a Bari, Brindisi, Lucera e Trani (ogni via rappresenta un’area della complessa storia delle Murge) per terminare a Matera (capitale della cultura del 2019) nella Cattedrale della Madonna della Bruna, mirabile esempio di stile romanico pugliese, costruita a partire dal 1230 sull’area del precedente monastero benedettino di Sant’Eustachio.
L’imponente Basilica di San Nicola di Bari (la cui costruzione fu avviata nel 1087 per ospitare le reliquie di S. Nicola giunte quell’anno in città) segna l’inizio della Via Peuceta che attraversa l’antica Peucezia (denominazione preromana del territorio a nord di Bari abitato dai Peucezi, popolazione di origine illirica) con la foresta di ulivi lungo la costa, le steppe dell’altopiano delle Murge, i boschi di conifere e i querceti fino alle depressioni carsiche che originano le affascinanti lame e gravine.

 

xLa Via Dauna sviluppa tra gli splendidi paesaggi dei monti Dauni un percorso in cui ogni località è un flash di storia. Si parte da Lucera che alla confluenza delle valli molisane e campane domina il Tavoliere: posizione importante come dimostrano le tracce di villaggi neolitici nel III millennio a.C. Fedele alleata di Roma, Lucera fu nel Medioevo valorizzata da Federico II e divenne il centro dei musulmani fedeli agli Svevi, tanto da essere conosciuta come la Cordova di Puglia. A Melfi,antica capitale della Contea di Puglia, si può ammirare uno dei più importanti e articolati castelli medievali italiani costruito alla fine dell’XI secolo dai Normanni. La città è stata sede tra il 1050 e il 1137 di cinque concili indetti da cinque Pontefici diversi (oltre a quello del 1130 convocato da un antipapa): evidentemente già da allora era ospitale e con ottimo cibo. Poco dopo Venosa, patria natale di Orazio – nel complesso della Trinità i maestosi resti della Chiesa dell’Incompiuta sono un esempio di come anche allora per beghe di potere opere importanti siano rimaste in sospeso – la Via Daunia si ricongiunge alla Sveva verso Matera.
L’affascinante cammino della Via Ellenica inizia dal monumento cult dei Brindisini: la Colonna (unica rimasta delle due originarie) che sorge di fronte al porto e oggetto di diatriba tra chi la ritiene il punto terminale della Via Appia (la Regina Viarum iniziata nel 312 a.C. e completata nel 190 a.C.) e chi il simbolo di una città che traeva vita dal mare. Il Cammino si sviluppa attraversando due siti Unesco (Trulli di Alberobello e in fase conclusiva i Sassi di Matera), gli incantevoli borghi della Valle d’Itria (parte meridionale dell’altopiano delle Murge) e il Parco delle Gravine, unico in Europa occidentale per concentramento di insediamenti rupestri, siti archeologici, importanti fenomeni carsici e patrimonio di biodiversità.
La Via Sveva porta il viaggiatore sulle orme di Federico II attraverso le località dove forse più forti e significative sono le tracce del suo passaggio. Dopo Trani, Adria e l’ottagonale Castel del Monte, si percorre il Parco Nazionale dell’Alta Murgia toccando cittadine come Minervino Murge e Spinazzola per raggiungere ­– superati Gravina e i suoi panorami spettacolari – Matera.
È ovvio che pur non avendo la passione del trekking non si deve rinunciare alla gioia di conoscere posti unici per atmosfera, gastronomia e gioielli artistici: utilizzando i normali sistemi di comunicazione si può vivere un’esperienza impareggiabile per il proprio arricchimento umano e culturale.


Info: www.pugliaimperiale.com

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