Itinerari Italiani

Bologna tra le sei città top del turismo europeo

aBologna, assieme a Parigi, Riga, Valletta, Budapest e Stoccolma è tra le sei città europee scelte dal settimanale femminile inglese “Grazia” come meta ideale per brevi soggiorni nel 2016. L’articolo, firmato dalla reporter Elizabeth Atkin, è stato pubblicato il 13 gennaio nella versione online della rivista (un milione e 61.089 visitatori unici mensili). Se Parigi è la migliore città per lo shopping, Riga per la cultura, Valletta per il sole d’inverno, Budapest per i viaggiatori low cost e Stoccolma per chi ha un’alta capacità di spesa, Bologna è invece la destinazione ideale per i buongustai.

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La variegata offerta tra sci e gastronomia della Valle Isarco

aIn Valle Isarco, con un inverno 2015-16 così avaro di neve naturale, se lo sci diventa quasi un optional, da Vipiteno fino a Bressanone e Chiusa c’è un panorama vastissimo di altre opportunità culturali o outdoor, in attesa delle nevicate ‘vere’ sui 151 km di piste nelle 5 stazioni sciistiche di Ladurns, Racines-Giovo, Vipiteno-Monte Cavallo, Maranza-Valles e Plose. Anzi, c’è un motivo in più per non crucciarsi troppo della neve non abbondante, e visitare la Valle Isarco a prescindere: la Valle Isarco, infatti, forte di una ultrasecolare vocazione alla gastronomia, alla vitivinicoltura e all’accoglienza in genere, può esibire la più alta ‘densità’ di riconoscimenti in Italia ottenuti nelle Guide dei vini in rapporto alla superficie vitata, nonché una serie di ristoranti di alta qualità, sancita dalle ‘stelle’ Michelin (2 stelle ciascuno per 2 ristoranti: Einhorn a Mules e Jasmin a Chiusa). E a proposito di ristorazione: da segnare subito in agenda uno degli eventi culinari più storici d’Italia, e cioè le ‘Settimane della Buona Cucina della Valle Isarco’ (Eisacktaler Kost), alla 44° edizione dal 4 al 20 marzo 2016 in 21 ristoranti, con il tema conduttore della sostenibilità e della sana alimentazione.

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Mantova: una città che sorge dall'acqua

mI laghi che circondano Mantova le danno una caratteristica di sogno: la città appare al viaggiatore all’improvviso quasi sorgesse dall’acqua, come un castello delle favole specialmente quando una lieve nebbia ne sfuma i contorni. Per gustare la città dei Gonzaga - che come tutte le prelibatezze non è per palati frettolosi - la via maestra è iniziare fissando nel ricordo l’indimenticabile spettacolo offerto a chi si avvicina nell’imbrunire dalla città che si specchia nelle acque illuminata dai raggi radenti del sole: un’immagine che da sola ne giustifica l’inserimento (insieme a Sabbioneta) da parte dell’Unesco nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’UmanitàDeve essere stata una visione di rara suggestione e fascino vedere per diversi giorni nella prima metà del febbraio 2012 dopo tanti anni i laghi nuovamente ghiacciati e la città specchiarvisi in tutta la sua bellezza. 

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Castellammare del Golfo piena di ottime sorprese

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Siamo arrivati a Palermo Punta Raisi prestissimo venerdì mattina 24 luglio dopo la partenza antelucana dall’aeroporto Marconi di Bologna e ci dirigiamo a Castellammare del Golfo dove, dopo aver posato i bagagli in hotel con Piero Rotolo, Direttore di EG NEWS e uno degli organizzatori di VINOLIO e del Premio Packaging Mediterraneo, andiamo a far colazione e subito ci immergiamo nel milieu siculo con un ottimo cappuccino e squisiti cornetti farciti di crema, marmellata e pistacchio che per assaporarli se non se ne approfitta quando si è nella Trinacria non vedo dove altro si possa farlo. Ci spostiamo in riva al mare di Castellammare sulla terrazza del Ristorante Azotea del Marisco. Sorseggiamo uno Zibibbo Secco Biologico della Cantina Garessio mentre lo Chef Giovanni Vaccaro ci accoglie con fasolari crudi e ostriche. Ci viene servita una tartare di tonno veramente squisita assieme ad un piatto di gamberi rossi all'arancio.

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Bergamo, un piccolo grande scrigno

  

bLe Esposizioni Universali sono un evento raro nella storia e nel costume di una Nazione, per questo devono lasciare un segno indelebile a memoria degli sforzi umani, intellettuali ed economici compiuti per realizzarle: sarebbe splendido che anche per Milano accadesse quanto avvenuto a Parigi con la Torre Eiffel, nata come simbolo dell’Esposizione del 1889 e divenuta emblema della città. Esistono, però, fondati dubbi che ‘L’albero della Vita’ possa avere lo stesso destino della mitica struttura parigina. Sarebbe peraltro un grande risultato (indipendentemente da quello economico della manifestazione) e un modo per ricordare nei decenni l’evento se l’area dove sorgono i magnifici padiglioni delle diverse Nazioni divenisse sede di qualificate realtà al servizio dei cittadini non solo milanesi. Expo 2015, infatti, non può e non deve limitarsi a diffondere i suoi effetti benefici su Milano poiché il suo richiamo internazionale è un’occasione unica per far conoscere quelle realtà del nostro Paese ricche di arte, cultura, storia e tradizioni che non hanno ancora la popolarità che meritano. Expo con milioni di visitatori che non possono limitarsi a uno spostamento in giornata è, quindi, un’occasione da cogliere al volo: occorre peraltro che ciascuno faccia la sua parte. 

 

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