Bruno Barbieri ha inaugurato ‘Fourghetti’, il suo ristorante a Bologna

bInaugurato ieri sera, solo per l’apertura ad inviti, il nuovissimo "Fourghetti", il locale bolognese che lo chef Bruno Barbieri apre con un nuovo concept in via Murri 71. La storia dice che in quella che era la vecchia ‘Locanda dello Sterlino’ si mangiava già nel ‘600, visto che era una stazione cambio cavalli sulla strada per la Futa. Un anno fa, con il rimpianto degli appassionati locali, i patron avevano abbassato le serrande a causa di un affitto troppo alto in quella locanda già segnata dal passaggio di Goethe nel suo celebre 'viaggio in Italia'. Una di quelle trattorie rimaste immutate nel tempo e nel menu, con piatti discreti e una buona cantina piena di vini e tipicità locali, che hanno sempre attirato Barbieri. Capace nella sua carriera di raccogliere il massimo nei locali di provincia, puntando molto sulla tradizione che sempre ha saputo interpretare grazie al suo talento.

Ora rilancia, giocando in casa, anche se la vera ambizione è di partire da Bologna per arrivare anche in altri luoghi. E lo dichiara senza timore: «Siamo un gruppo di persone, quasi una famiglia, che vuole partire da qui per far nascere un brand italiano che farà il giro del mondo. Vogliamo raccontare la storia del nostro cibo insieme ai piccoli produttori che in questo locale avranno la loro vetrina» ha detto Bruno.     MaFourghetti” non sarà infatti solo il nuovo locale dello chef, piuttosto un brand che aspira a diventare un nuovo punto di riferimento della ristorazione italiana.

Parlano così Barbieri e l'imprenditrice Silvia Belluzzi: "Fourghetti vuole essere una possibilità, una sfida che, io per primo in quanto italiano e uomo di cucina, e anche molti altri come me, accetteremo e sfrutteremo per conoscere e gustare quanto di meglio la nostra tradizione ha da offrire."

E sull'importanza di Bologna e del territorio commentano il nuovo ristorante di Barbieri sarà anche un modo per valorizzare i prodotti tipici: "La sua cucina offrirà uno spazio privilegiato e una vetrina per i piccoli produttori locali.

Uno strumento per esaltare la territorialità e le ricchezze enogastronomiche del bel Paese guardando anche alla cucina e ai sapori internazionali". 

La brigata sarà affidata a un cuoco bolognese, Daniele Simonetti, già stretto collaboratore di Bruno al Cotidie di Londra.

cIl menu, sicuramente tradizionale, con un occhio di riguardo ai piatti del passato e nessun cedimento alla creatività pura. Con un punto fermo; l’omaggio al territorio «I tortellini ci saranno sempre e sempre moriranno nel brodo» ha affermato, la visione sarà particolare. «Non aspettatevi un ristorante né un’osteria o una trattoria nel senso classico del termine. Sarà un concept completamente diverso rispetto alle attese generali».

Dopo l'addio, nel 2013, al Cotidie, lo chef si è dedicato solamente a Masterchef e ad attività di consulenza. Eppure più volte ha paventato l'ipotesi di aprire un locale nel capoluogo emiliano, dove è nato (precisamente a Medicina) e dove ha cominciato la sua carriera guadagnando le prime stelle alla Locanda Solarola. Le parole chiave? "Ricerca, qualità e innovazione". E poi: grande attenzione ai piccoli produttori, appunto, e un menu che ripercorre "la storia del cibo italiano".

 

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